La classificazione acustica di una unità immobiliare, basata su misure effettuate al termine dell'opera, consente di informare i futuri abitanti sulle caratteristiche acustiche della stessa e di tutelare i vari soggetti che intervengono nel processo edilizio (progettisti, produttori di materiali da costruzione, costruttori, venditori, ecc.) da possibili successive contestazioni. Oltre 60 esperti in rappresentanza di tutti gli interessi ''in gioco'' hanno contribuito alla sue stesura. Infatti tutte le fasi che convergono nel processo di realizzazione dell'opera sono determinanti ai fini del risultato acustico: la progettazione, l'esecuzione dei lavori, la posa in opera dei materiali, la direzione dei lavori, le eventuali verifiche in corso d'opera.
Questa norma, la UNI 11367, si applica a tutti i tipi di edifici, tranne a quelli ad uso agricolo, artigianale e industriale. Nell'ambito di applicazione della norma, i requisiti acustici di ospedali, cliniche, case di cura e scuole sono definiti da una specifica appendice. Prevede quattro differenti classi di efficienza acustica: dalla classe 1, ovvero il livello più alto (più silenzioso), alla classe 4 che è la più bassa (più rumoroso): va considerato che, seppure il livello prestazionale ''di base'' sia rappresentato dalla terza classe, la stragrande maggioranza degli edifici italiani attualmente esistenti non raggiunge neppure la quarta classe.
Secondo Piero Torretta, presidente Uni, "la nuova norma tecnica sulla classificazione acustica degli edifici costituisce un esempio di efficacia della normazione tecnica volontaria in quanto ha saputo conciliare e sintetizzare le esigenze e le aspettative dell'utente sulle caratteristiche prestazionali del prodotto (e le conseguenti garanzie d'uso), con la capacità/possibilità del produttore (progettista, fornitore di componenti, assemblatore, impresa di costruzioni) di realizzarle, garantendo le prestazioni dichiarate ed attese''. Torretta evidenzia come ''la norma sulla classificazione acustica degli edifici si aggiunge a quella sulla certificazione energetica (e potrà essere integrata nel futuro da quella sulla sostenibilità) migliorando il quadro delle informazioni a disposizione dell'utente del bene edilizio". Quadro che "con il meccanismo della classificazione graduata, conferisce al bene edilizio un nuovo valore economico legato alla capacità dello stesso di soddisfare esigenze spesso immateriali dell'utilizzatore (comfort, privacy, emissioni co2, consumo materiali...)".
michele
31 luglio 2010 alle 16:16:52
finalmente le cose cominciano ad andare col verso giusto....mikele