Nell'ambito dell'attività del gruppo di lavoro “Osservatori regionali appalti” di Itaca (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) sono state messe a punto le linee guida per l'utilizzo del Codice unico di progetto (Cup), che la legge 3/2003 impone a tutte le amministrazioni di richiedere per ogni progetto d’investimento pubblico.
La legge 136/2011 ha inoltre reso obbligatorio il Cup anche ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari per prevenire fenomeni di infiltrazioni criminali. Il documento, scaricabile all’indirizzo, è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento per la programmazione, il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le linee guida chiariscono quali soggetti hanno responsabilità della richiesta del Cup, attribuita ai soggetti titolari dei progetti, cui compete l'attuazione di detti interventi, che – a seconda della loro natura, come di seguito specificato – possono anche consistere nella mera erogazione delle relative risorse finanziarie pubbliche.
Il documento passa dunque in rassegna i vari casi - realizzazione di lavori pubblici, concessione di incentivi a unità produttive, concessione di aiuti a soggetti diversi da unità produttive, acquisto di beni, acquisto di servizi, realizzazione di servizi, progetti di ricerca e di formazione realizzati da soggetti pubblici – spiegando per ciascuno di essi a chi spetta la richiesta del Codice unico di progetto e, infine, fornisce una serie di esempi per casi particolari, tra cui i progetti rientranti nell’obiettivo cooperazione territoriale europea, i progetti di ricerca realizzati da più partner e i lavori realizzati da privati con finanziamenti pubblici.
O.O.