"Non sempre i dati catastali sono corretti rispetto alla metratura reale calpestabile dell’appartamento di proprietà o in locazione; in questo modo, quella che è una legittima attività di controllo dei Comuni sulla tasse pagate in meno rispetto al dovuto diventa un’indebita richiesta di denaro qualora, come spesso avviene, non vi sia uniformità tra dimensione reale dell’appartamento e quanto risulta all’ufficio del catasto". E' quanto messo in evidenza dalle associazioni CODACONS e CONFABITARE che lanciano perciò una campagna «a favore dei cittadini colpiti dagli accertamenti sulla Tarsu».
Un'azione partita dai dati resi noti da un’indagine del Sole 24-ore dai quali risulta Bologna al secondo posto in Italia, dopo Milano, tra le città che registrano un maggior calo della produzione di immondizia, con una variazione, tra il 2008 e il 2009, pari a - 4,5% ma che segna allo stesso tempo un incremento della Tarsu dell’1,8% . Secondo Codacons e Confabitare è «una palese violazione del principio di proporzionalità ed equità che dovrebbe caratterizzare il calcolo di tali tributi, che proprio perchè destinati a trasformarsi in tariffa dovrebbero essere parametrati al numero di persone che vivono in un appartamento e non alle dimensioni dello stesso».
Un'iniziativa nel confronti di una tassa che non dovrebbe essere piu' praticata, ma trasformata in Tia in base alla normativa europea.