Sicurezza degli impianti di riscaldamento: come si calcola il calore | Geometra.info

Sicurezza degli impianti di riscaldamento: come si calcola il calore

Sicurezza degli impianti di riscaldamento: come si calcola il calore

Gli impianti di riscaldamento devono essere progettati, installati e gestiti secondo specifiche norme e raccomandazioni tecniche che riguardano la prevenzione dagli infortuni, la sicurezza degli impianti, il risparmio energetico, la prevenzione degli incendi e l’inquinamento atmosferico.

Gli impianti di riscaldamento, che rappresentano un controllo artificiale del microclima, intervengono sulla temperatura ambientale mantenendo entro certi limiti costante la temperatura dell’aria e fornendo una quantità di calore aggiuntivo che compensa le perdite che si possono avere attraverso le pareti e gli infissi.

Si può calcolare la quantità di calore da aggiungere tramite l’equazione:

Q = (+/-) QS (+/-) QV

Dove:
● Q = calore da fornire all’ambiente
● S = calore disperso o fornito all’ambiente attraverso le chiusure perimetrali opache o trasparenti
● QV = calore disperso o fornito all’ambiente con ricambio naturale o artificiale dell’aria attraverso porte e finestre

QS si calcola con la seguente formula:

QS = KADt

in cui:
● K = trasmittanza (espressa in Kcal/mq/h/°C)
● A = superficie delle chiusure perimetrali espressa in mq
● D t = differenza tra la temperatura interna prescritta per l’ambiente e la temperatura dell’aria all’esterno

La temperatura esterna, espressa come media delle temperature minime, è desumibile in fase di progetto, da apposite tabelle relative ai capoluoghi di provincia.
Il fabbisogno di calore per ventilazione viene determinato con la formula:

Q = 0,34 V Dt

Dove:
● 0,34 = calore specifico dell’aria in Kcal/m°C alla densità di 1,2 Kg/mc
● V = volume dell’aria ricambiata in mc/h uguale al numero di ricambi orari moltiplicato per la cubatura dell’ambiente
● Dt = differenza tra la temperatura ambiente e la temperatura ambiente e la temperatura esterna in °C

I mezzi termici con i quali la quantità di calore “Q” può essere fornita all’ambiente utilizzabili in strutture ospedaliere sono schematizzati come segue:
● I radiatori possono essere di ghisa, acciaio od alluminio. All’interno circola un fluido scaldante che permette lo scambio termico, solitamente sono collocati sotto le finestre per consentire l’omogeneità della temperatura dell’aria dell’ambiente grazie ai moti convettivi.
● I termoconvettori sono formati da tubi alettati in acciaio o in rame, collocati in un mobiletto metallico e percorsi da fluido scaldante. La circolazione dell’aria può avvenire naturalmente attraverso i moti convettivi oppure può essere forzata attivando un elettroventilatore.
● I pannelli radianti sono superfici di ampia area immerse nelle strutture murarie, nelle quali circola fluido scaldante ad una temperatura inferiore rispetto ai due sistemi precedenti. I flusso termico avviene per irradiamento e non per moto convettivo.

Nelle aule dei Tribunali, il tema degli impianti di riscaldamento è frequente non solo come disputa condominiale ma anche per le questioni di competenza relative alla progettazione. Nel dossier allegato una breve indagine giurisprudenziale.

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