Acquisto auto e moto per il professionista: tutto su deducibilità dei costi e Iva | Geometra.info

Acquisto auto e moto per il professionista: tutto su deducibilità dei costi e Iva

In quali casi è possibile scaricare le spese per l'acquisto di mezzi di trasporto destinati all'attività del professionista? E cosa succede all'Iva? L'esperto fa il punto

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Esiste una disciplina fiscale specifica relativa all’acquisto di mezzi di trasporto – come automobili o ciclomotori – destinati all’uso esclusivo nell’attività del professionista. Di seguito, uno dei nostri esperti commercialisti fa il punto sul tema dell’acquisto di autovetture da parte del professionista, tra imposte dirette, deducibilità, regime Iva.

Imposte dirette

Qualora l’impresa ovvero il professionista proceda all’acquisto diretto dell’autovettura, ai fini delle imposte dirette, trova applicazione l’art. 164 del TUIR che disciplina le spese e gli altri componenti negativi sostenuti per l’utilizzo di taluni mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni. Più nel dettaglio per mezzi di trasporto si intendono: le autovetture, gli autocaravan, i ciclomotori, i motocicli e, qualora si tratti di beni destinati ad essere utilizzati esclusivamente come strumentali nell’attività propria dell’impresa, anche degli aeromobili da turismo, delle navi e delle imbarcazioni da diporto.

Più nel dettaglio il citato art. 164 disciplina due possibilità di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi relativi agli autoveicoli, utilizzati nell’esercizio di imprese:
deducibilità integrale: risulta possibile dedurre integralmente il costo di acquisto e di utilizzo per i seguenti automezzi:
– autovetture ed autocaravan (lettere a) e m) dell’articolo 54, comma 1 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 – codice della strada) destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa. Tenendo presente che la deducibilità è limitata al 70% per gli autoveicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta;
– autoveicoli adibiti ad uso pubblico (come ad esempio i taxi).
deducibilità parziale: se non ricorrono le condizioni di cui al punto che precede si dovrà prendere a riferimento il criterio di deducibilità parziale che stabilisce in base al quale le spese e ogni altro componente negativo relativo all’utilizzo di autovetture e autocaravan, di cui alle lettere a) e m) dell’art. 54, comma 1, del D.Lgs. n. 285/1992, ciclomotori e motocicli, sono deducibili nella misura del 20% (tale soglia del 20% vale anche per le altre tipologie di spese sempre riferite ai mezzi di trasporto quali: spese di impiego (carburanti, lubrificanti, ecc.); spese di custodia (es. autorimessa); spese di manutenzione e di riparazioneIVA oggettivamente indetraibile sulle citate spese; interessi passivi; per l’Amministrazione Finanziaria gli interessi passivi relativi a finanziamenti per l’acquisto dei veicoli sono deducibili applicando esclusivamente la disciplina prevista dal TUIR per gli autoveicoli; pedaggi autostradali, qualora siano riferiti all’autovettura utilizzata dall’impresa).

La parziale deduzione del 20% incontra poi un ulteriore limite, o meglio, una soglia massima del costo di acquisto pari a (nel costo di acquisto da confrontare con il limite massimo deve essere compresa anche l’IVA non ammessa in detrazione):
– Euro 18.075,99 per le autovetture e gli autocaravan;
– Euro 4.131,66 per i motocicli;
– Euro 2.065,83 per i ciclomotori.

Esempio
Impresa acquista un autoveicolo il cui valore ammortizzabile è pari ad Euro 30.000,00.
• Deducibilità massima = 18.075,99
• Poiché il costo (30.000,00 Euro) è superiore a quello fiscalmente ammesso (18.075,99 Euro), la quota deducibile (tramite ammortamento – tenendo presente che i coefficienti di ammortamento da applicare sono i seguenti: autovetture, motoveicoli e simili: 25%; autoveicoli per trasporto merce: 20%) è pari a 3.615,20 euro (18.075,99 x 20%).

Con riferimento all’utilizzo dei veicoli da parte dei contribuenti esercenti arti e professioni, la disciplina prevede un limite numerico alla rilevanza fiscale dei veicoli. In particolare:
• nel caso di esercizio dell’arte e della professione in forma individuale, le spese e gli altri componenti negativi sono deducibili nel limite di un solo veicolo;
• nel caso di esercizio dell’arte e della professione in forma associata (società semplice o associazioni), la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato.

Al contrario di quanto previsto per i lavoratori autonomi (per i quali la deduzione è possibile per un solo veicolo), per le aziende non è stabilito alcun limite in riferimento al numero dei veicoli ammessi in deduzione, e ciò indipendentemente dalla natura giuridica rivestita dal soggetto che esercita l’impresa (imprenditore individuale, società di persone o di capitali).

IVA

La Legge Finanziaria 2008 (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), con effetto dal 28 giugno 2007, ha riformulato la lettera c) dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972, sulla limitazione del diritto alla detrazione dell’IVA sull’acquisto o importazione di mezzi di trasporto, componenti e ricambi, al fine di meglio adeguare la normativa interna alle indicazioni contenute nella decisione del Consiglio europeo del 18 giugno 2007.

È ora prevista la detrazione nella misura del 40% dell’imposta relativa all’acquisto o importazione (nonché dei relativi componenti e ricambi) dei “veicoli stradali a motore”, ossia “tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto” che “non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione”.

La normativa attuale non esclude la possibilità di una detrazione totale dell’imposta a condizione che sia dimostrabile un utilizzo esclusivo del mezzo di trasporto nell’ambito dell’attività di impresa o professionale. Ad oggi non è stato chiarito quale possa essere il “mezzo di prova” da esibire in corso di eventuale controllo da parte dell’Amm. Fin.

Inoltre, l’IVA relativa all’acquisto e importazione di carburanti e lubrificanti destinati ai mezzi di trasporto richiamati precedentemente, nonché alle prestazioni di cui all’art. 16, comma terzo, del D.P.R. n. 633/1972 (leasing, noleggio e simili), nonché relativa alle prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego, compresi i pedaggi autostradali, è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa agli anzidetti mezzi di trasporto.

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