Mutui, la banca può vendere dopo 18 rate non pagate: ecco perché | Geometra.info

Mutui, la banca può vendere dopo 18 rate non pagate: ecco perché

Che cosa prevede la nuova procedura di esdebitazione del mutuatario e in quali modalità la banca può procedere alla vendita diretta nel caso di pagamento del mutuo interrotto

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A seguito delle novità apportate dal D.Lgs. n. 72/2016, va segnalato quanto contenuto nell’art. 120-quinquiesdecies del Testo Unico Bancario – c.d. TUB (D.Lgs. n. 385/1993), che ha previsto l’introduzione di un nuovo sistema di soddisfazione del credito della banca mutuante.

Più nel dettaglio, ai sensi di tale disposizione, in caso di inadempimento del mutuatario, la banca matura la possibilità di ricorrere alla nuova procedura di esdebitazione del mutuatario, conseguente alla vendita “diretta” dell’immobile gravato da ipoteca ed effettuata dalla banca medesima.

Affinché torni applicabile la nuova procedura di esdebitazione del mutuatario occorrono i seguenti presupposti:
– il mutuatario deve essere persona fisica, che stipula il mutuo per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;
– è necessario l’inserimento di una clausola espressa nel contratto di mutuo all’atto della stipula.

Costituisce inadempimento il mancato pagamento di un ammontare equivalente a 18 rate mensili.

Le principali tre modalità operative con cui potrà avvenire l’esdebitazione del cliente con almeno tre modalità operative
1. Restituzione dell’immobile alla banca da parte del cliente. Quindi, proceduralmente in sede di stipula del mutuo tra la banca ed il cliente sarà inserita nel contratto una clausola con cui la banca potrà intestarsi l’immobile in proprio (in tal caso la banca dovrà pagare al mutuatario la differenza tra il valore peritato e l’importo del debito non adempiuto), qualora vi sia l’inadempimento del mutuatario per un ammontare pari ad almeno 18 rate.
2. Trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale. In tal caso la banca acquisirà dal cliente, all’atto della stipula del contratto di mutuo, un mandato a vendere l’immobile, sempre che vi sia l’inadempimento del mutuatario per un ammontare pari ad almeno 18 rate.
3. Trasferimento dei proventi della vendita dell’immobile oggetto di ipoteca. In tal caso l’immobile sarà venduto, previo accordo tra mutuatario e banca, direttamente dal mutuatario secondo il valore di perizia, con l’intesa che il prezzo vada a beneficio della banca nella misura del credito da essa vantato sempre che vi sia inadempimento del mutuatario per un ammontare pari ad almeno 18 rate.

Rimane ferma la possibilità di procedere con l’esecuzione forzata dell’immobile ipotecato per soddisfare le proprie ragioni di credito. Conseguentemente in caso di inadempimento del mutuatario protratto per almeno sette volte, la banca può chiamare al rientro il mutuatario moroso e che, in caso di riscontro negativo, la banca può dar corso al pignoramento e alla conseguente vendita forzata dell’immobile ipotecato in danno del debitore. Tenendo presente che in tal caso non vi è effetto esdebitativo del mutuatario moroso, infatti, qualora il prezzo ricavato sia inferiore all’ammontare del credito da pagare alla banca, il debitore rimarrà obbligato al versamento della differenza.

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