Revoca bonus prima casa: l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate | Geometra.info

Revoca bonus prima casa: l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate

Sulle agevolazioni fiscali la giurisprudenza diventa sempre più specifica: la Cassazione ravvisa nella scadenza dell'anno successivo alla vendita il termine triennale per il recupero del dovuto da parte dell'Agenzia delle Entrate

Prima casa, occhio alle agevolazioni
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La sentenza della Corte di Cassazione del 31 luglio 2018 n. 20265, specifica che il termine triennale previsto in capo all’Agenzia delle Entrate per poter recuperare le somme in caso di revoca dell’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa decorrono dallo scadere dell’anno successivo alla vendita e non dal momento della registrazione della stessa.

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione

Nel caso in esame, il contribuente aveva acquistato la sua prima abitazione usufruendo delle agevolazioni fiscali riguardanti l’imposta di registro (al 2%), e quella ipotecaria e catastale in misura fissa.
In via generale, può usufruire del bonus prima casa anche chi:

  • è già proprietario di un immobile inidoneo a soddisfare esigenze abitative e quando l’abitazione che si vuole acquistare appartiene a determinate categorie catastali;
  • quando si trova nel comune in cui il beneficiario ha o intende trasferire la propria residenza o lavora e se lo stesso acquirente rispetta determinati requisiti.

Il contribuente, aveva quindi venduto la propria abitazione prima della scadenza del termine dei cinque anni dall’acquisto richiesti dalla legge, senza procedere al riacquisto, entro un anno, di un’altra abitazione.
Il diritto a usufruire delle agevolazioni fiscali, viene meno se (art. 1, nota II-bis della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 131/86):

  • vengono rese dichiarazioni mendaci sull’esistenza delle condizioni per l’accesso al beneficio;
  • non si sposta la residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto;
  • entro l’anno dall’acquisto del nuovo immobile non viene venduto quello già posseduto, acquistato con le agevolazioni ‘prima casa’;
  • l’immobile acquistato con l’agevolazione viene trasferito, per atto a titolo oneroso o gratuito, prima di 5 anni dalla data dell’acquisto. In particolare, in quest’ultimo caso, il beneficio è mantenuto se il contribuente acquista un nuovo immobile da adibire ad abitazione principale, entro 1 anno dall’alienazione di quello agevolato.

Verificatasi una ipotesi di decadenza, l’agenzia delle entrate competente per territorio aveva proceduto alla notifica dell’avviso di liquidazione della maggiore imposta prevista oltre i tre anni dall’atto di registrazione della vendita.
Il privato, eccepisce che l’amministrazione finanziaria, contravvenendo a quanto stabilito dall’art. 76 del D.P.R. 131/1986, che fissa in tre anni la decadenza dall’azione da parte dell’ente impositore volta al recupero delle maggiori somme derivanti da eventi che, a norma del testo unico, diano luogo ad ulteriore liquidazione, ha illegittimamente preteso il versamento della maggiore aliquota per cui era intervenuta la decadenza.
I primi due gradi di giudizio, davano però torto al contribuente.

La decisione della Corte di Cassazione

Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza del 31 luglio 2018 n. 20265, rigetta le richieste del privato sulla base delle seguenti considerazioni.
Il momento iniziale (dies a quo) da cui decorrono i tre anni previsti per l’intervento di recupero delle somme da parte dell’agenzia delle entrate non deve essere infatti riferito alla registrazione dell’atto di vendita del bene immobile, bensì alla scadenza dell’anno successivo all’atto di vendita.
La Cassazione specifica infatti che la decadenza dalle agevolazioni per la ‘prima casa’, nell’ipotesi di alienazione dell’immobile prima dei 5 anni richiesti per legge, si verifica solo se, decorso un anno  dalla vendita, non si procede all’acquisto di un’altra abitazione.

Ulteriori osservazioni

Il tema delle agevolazioni fiscali nell’acquisto di beni immobili, in quanto oggetto di continui interventi normativi può dar luogo a problemi interpretativi con conseguenti dispute con l’amministrazione finanziaria. Esistono ad esempio particolari problematiche rispetto alla corretta interpretazione dell’articolo 33, comma 3 della Legge 288/2000, destinato a prevedere agevolazioni fiscali in caso di acquisto di terreni destinati alla fabbricazione, mentre si verifica la decadenza dal beneficio per il contribuente che non provveda entro un certo termine alla realizzazione del fabbricato sull’immobile acquistato. Prevista in un primo momento per tutte le tipologie di terreni, tale beneficio è stato successivamente circoscritto all’acquisto dei soli immobili aventi destinazione residenziale (Cass. Civ., Sez. V, 07-12-2016, n. 25100).

Nei mesi scorsi inoltre la Cassazione si era espressa anche su un’altra causa collegata al tema delle agevolazioni fiscali per la prima casa, relativa ad un contribuente smascherato da una bolletta dell’energia troppo leggera.

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