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In arrivo il catasto delle strade bianche

Comuni e Provincia di Siena hanno firmato un protocollo d'intesa per coordinare la manutenzione e gestione dei 113 km de L'Eroica

catasto - 12 ottobre 2011

Un primo passo verso la realizzazione di un catasto provinciale delle strade bianche arriva dal protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi tra Provincia di Siena, Fondazione L’Eroica e dodici Comuni. L’obiettivo è condividere una linea comune di conservazione e valorizzazione del percorso ciclo-turistico de l’Eroica, coordinando gli interventi di manutenzione e gestione delle strade bianche e dei manufatti minori di arredo che lo attraversano.

Il protocollo, che vede tra i firmatari i Comuni di Siena, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Asciano, San Giovanni d’Asso, Pienza, San Quirico d’Orcia, Montalcino, Buonconvento, Murlo e Monteroni d’Arbia, si configura come un patto tra enti locali con l’ambizione di diventare un progetto pilota da replicare su tutto il territorio provinciale per condividere gli obiettivi di salvaguardia, manutenzione e massima fruibilità del patrimonio delle strade bianche della provincia senese.

Con la firma dell’intesa, il percorso individuato dalla Fondazione l’Eroica - 205 chilometri di cui 113 su strade bianche – viene così formalmente riconosciuto dalle amministrazioni comunali toccate dal tracciato, con l’impegno di recepirlo nei propri strumenti urbanistici sulla base di linee guida condivise di gestione che saranno redatte dall’amministrazione provinciale con il coinvolgimento dei Comuni stessi.

“Siamo partiti - spiega Marco Macchietti, assessore all’urbanistica e pianificazione territoriale - da un censimento di tutte le strade bianche lungo il percorso de l’Eroica. Un lavoro importante di schedatura dei tracciati, in tutto quindici, che ci ha permesso di individuare le peculiarità paesaggistiche attraversate e i caratteri strutturali dei percorsi, ma anche di rilevare le maggiori criticità presenti. Il censimento ha interessato anche i manufatti minori di arredo delle strade rurali, come fonti, croci, tabernacoli e chiese, che rappresentano anch’essi un patrimonio da valorizzare contestualmente alle strade bianche”.

O.O.

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