Il Governo Monti, con il “Decreto salva Italia”, approvato domenica 4 dicembre dal Consiglio dei Ministri, ha introdotto diverse norme mirate al rilancio delle infrastrutture. Obiettivo che è stato confermato dallo stesso ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera durante gli incontri con gli enti regionali. Lo sviluppo dovrebbe ricevere, infatti, nuova linfa da investimenti privati, attirati dalle nuove regole del project financing e da un’accelerazione delle procedure. Le opere prioritarie già in corso, invece, dovrebbero essere completate con 40 miliardi di euro da reperire tra risorse pubbliche e private, cui dovrebbe contribuire anche il Cipe con una prima tranche di finanziamenti.
Fra le norme pro-sviluppo figura il canone di disponibilità e gestione allargata delle opere, secondo cui il privato che abbia realizzato una propria opera, riceve un canone da parte dell’amministrazione che usufruisce del servizio pubblico fornito dall’opera. La gestione allargata delle opere in concessione aggiunge ai proventi della gestione quelli connessi ad opere ancora da realizzare.
L’accesso agli appalti delle piccole e medie imprese è agevolato dall’obbligo previsto per i concessionari di grandi opere e per i general contractor di favorire la partecipazione delle Pmi. Allo stesso modo, le amministrazioni pubbliche devono limitare il ricorso a maxiappalti.
Lo “Statuto delle Imprese” è stato modificato, e la soglia è tornata ad essere di massimo 100 mila euro per gli affidamenti senza gara per i servizi di progettazione.
La bancabilità dei progetti, nuove regole per l’emissione di project bond, la cessione di immobili pubblici per la concessione di un’opera, inoltre, sono soltanto alcuni dei provvedimenti contenuti nel decreto che dovrebbe dare uno sprint al settore delle infrastrutture.
C.C.