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L'accesso all'Albo spacca in due i professionisti

L'accesso all'Albo spacca in due i professionisti
«Il candidato preveda la realizzazione di uno stabilimento balneare, in...


Pubblicato sul Canale No comment il 14 aprile 2008


L'accesso all'Albo
spacca in due i professionisti




«Il candidato preveda la realizzazione di uno stabilimento balneare, in località Costa dei Trabocchi, con 30 cabine, angolo bar, ristorante con annessa cucina, servizi igienici, zone d'ombra a terra o mare, piccola piscina»: Università di Pescara, anno 2006, mese di novembre. La scena si svolge agli esami di Stato per architetti. Si aprono le buste e in 1.094 si tuffano sulle tracce. Del plotone, solo 179 sopravviveranno alla strage, i caduti sotto il fuoco di compassi e goniometri saranno 915, la percentuale di bocciati sfiorerà il 90 per cento. Tre ipotesi dietro all'"eccidio": la realizzazione del bagno sull'arenile abruzzese era di inumana difficoltà, i 1.094 candidati scontavano un'abissale ignoranza, fatta eccezione per lo sparuto drappello dei promossi. Oppure, come taluni sostengono, le barriere a difesa della casta degli inclusi sono risultate pressoché invalicabili per gli esclusi.

Insomma, gli esami di abilitazione sono una pura formalità per medici e veterinari ma non per tante altre categorie professionali. Ed è il caso non solo degli architetti. I dottori commercialisti hanno meno di una possibilità su due di passare l'esame di Stato e la percentuale con gli anni è in diminuzione. Tra gli atenei dove il tasso di bocciatura è più elevato, Arcacavata in Calabria, Lecce e L'Aquila. A Milano, è più facile passare l'esame in Bicocca che in Bocconi e, soprattutto, in Cattolica dove nel 2006 su 99 candidati soltanto 33 sono stati promossi.
Ma come funzionano gli esami di Stato? Per quanto riguarda avvocati e notai la gestione è a carico del ministero della Giustizia, mentre per i consulenti del lavoro è il dicastero del lavoro. Per tutte le professioni per le quali non è prevista la laurea (periti agrari, periti industriali, geometri) l'operatività è del ministero dell'Istruzione. L'unica professione che ha mano libera sull'accesso al proprio albo sono i giornalisti per i quali è il consiglio dell'Ordine a fissare le modalità. Per tutte le altre professioni per le quali è prevista la laurea (triennale o quinquennale che sia) è il ministero dell'Università a bandire due volte l'anno i concorsi per gli esami.

La prossima data è fissata per giovedì 26 giugno quando, tutte le categorie, dai biologi ai farmacisti, in possesso di laurea quinquennale, affronteranno la prova e una settimana dopo, il 3 luglio, sarà la volta dei candidati in possesso di laurea triennale.
Sono poi gli ordini locali a inviare le terne dei commissari per tutte le categoria previste, mentre i presidenti delle commissioni di norma sono docenti universitari. Nelle commissioni, oltre a cattedratici e liberi professionisti, sono previste altre qualifiche affini alla materia d'esame come, per esempio, consulenti tecnici per gli ingegneri, dirigenti degli uffici tributari per i dottori commercialisti, dipendenti delle Asl per i biologi. Tutte le figure vengono designate dall'ordine mentre per quelle di pertinenza del ministero dell'Università la designazione avviene a sorte. I laureati possono iscriversi in qualsiasi parte d'Italia lo desiderino, non c'è dunque il vincolo con la continuità né sull'ateneo dove si è preso il titolo accademico né sul luogo del tirocinio.
Discorso a parte per i medici che non sono chiamati al duplice appuntamento del 26 giugno e del 3 luglio. I laureati in medicina di fatto sono sottoposti a due prove. La prima è un tirocinio di tre mesi di cui uno presso cliniche universitarie e ospedali, un mese in chirurgia e un mese presso un medico di base. Chi supera la prima prova, deve affrontare un quiz a carattere nazionale in data unica.

Queste, a grandi linee, le regole. Ma allora come mai per alcune professioni l'esame di ammissione all'Albo è più selettivo e faticoso di quanto sia stato il percorso di laurea? Può accadere che il gap tra preparazione accademica e pratica sia enorme e all'esame vengano richieste competenze che sono fuori dal curriculum universitario. Quindi si può ipotizzare che i candidati arrivino poco preparati. Negli altri casi, il dubbio è che chi è dentro non abbia proprio alcuna voglia di fare spazio a chi è fuori.


Vedi Tabella


di Francesca Barbiero (Il Sole 24 Ore)




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