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L'Imu e la cedolare secca

La nuova tassa penalizzera' soprattutto i proprietari a basso reddito e i piccoli centri

estimo - 12 dicembre 2011

La reintroduzione dell’ex-Ici, attuale Imu, inevitabilmente ricadrà sulla cedolare secca sugli affitti. Gli effetti saranno diversi secondo il reddito dei proprietari, causando una perdita contenuta per quelli con redditi elevati oltre i 55 mila euro annui, mentre più alto sarà il prezzo da pagare da parte di chi ha un canone più vicino alle rendite catastali. Per questi ultimi, infatti, il vantaggio fiscale derivante la tassa piatta potrà essere eroso anche oltre il 70%.

Come si legge su Casa 24, sezione del Sole 24 Ore, dedicata all’immobiliare, nel caso si prendesse come esempio un trilocale a Milano nel quartiere Isola, con rendita catastale di 672 euro e affittato a 11.760 euro annui, il proprietario, avendo optato per la cedolare secca, paga ad oggi 2.469 euro d’imposta sostitutiva sul reddito d’affitto. Dal 2012, però, lo stesso proprietario dovrà aggiungere 500 euro circa di Imu, perdendo un terzo dei 1500 euro che la cedolare secca gli aveva fatto risparmiare nel 2011 rispetto alla tassazione ordinaria. Il calcolo si basa sempre sulla possibilità che il Comune lasci l’aliquota di riferimento dell’Imu invariata, cioè al 7,6% per mille dal decreto salva-Italia.

Saranno, infatti, di rilevanza a questo proposito le scelte dei Comuni, i quali avranno la facoltà di ridurre fino al 4 per mille l’aliquota di immobili locati. Inoltre, il proprietario che abbia scelto la cedolare secca non può adeguare il canone d’affitto al costo della vita misurato dall’indice Istat; questo incide soprattutto se si pensa che l’indice annuo d’inflazione ha raggiunto il 3,3%.

L’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, pare non essere molto ottimista. Il risultato delle stime è che la tassazione sulla prima casa sarà meno pesante nei centri medio-piccoli e lo stesso sarà per la tassa sulla seconda casa, ma nei piccoli centri, dove negli ultimi 25 anni i prezzi non sono cresciuti così rapidamente come nella grandi città, l’incidenza dell’Imu sarà più forte.

Di conseguenza, anche nel settore degli affitti, dove i canoni sono cresciuti maggiormente, l’Imu non peserà eccessivamente nel bilancio del proprietario, ma dove questo non è avvenuto, come ad esempio nelle province, la nuova tassa annullerà i risparmi derivanti dalla cedolare secca, in quanto, come l’Ici, l’Imu è basata sul valore storico dell’immobile, mentre la cedolare secca sul canone di affitto reale.

C.C.

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