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La cedolare secca piace al Sud e al Nord-est, delude il resto d'Italia

Un report evidenzia il 53% di nuove adesioni e la scarsa emersione degli affitti in nero

estimo - 05 dicembre 2011

Da Solo Affitti, agenzia immobiliare in franchising specializzata in affitti, giungono dati riguardanti gli effetti della cedolare secca a 8 mesi dalla sua entrata in vigore. Il report, riassunto sul Sole24Ore ed ottenuto grazie ad un sondaggio fra gli affiliati delle oltre 300 agenzie in tutta Italia di Solo Affitti, ha rivelato che la cedolare secca non ha portato i 2,5 miliardi di euro nelle casse dello Stato come previsto per l’emersione dei contratti in nero.

Se la tassa, infatti, ha registrato l’80% di adesioni nelle Isole e il 62,3% nel Nord-est, nelle restanti regioni, la percentuale di proprietari che l’ha adottata per stipulare nuovi contratti è del 53%. Nello specifico, Bari, con il 60%, e Trento, con il 70%, hanno dato i risultati più alti rispetto alla media nazionale e sono le città in cui la tassa è stata accettata meglio, con Trieste, Palermo, Catanzaro e Cagliari. Al contrario, invece, ad Ancona, Perugia e Potenza, solo il 30% dei nuovi contratti è stato stipulato con la cedolare secca.

Per quanto concerne gli affitti in scadenza, registrati prima del 7 aprile 2011, quando è entrata in vigore la cedolare, quelli che sono passati alla nuova tassazione sono stati il 40,6% in media in tutta Italia, il 60% a Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari, il 30% a Bologna, Aosta, Trento e Trieste e, infine, il 20% a Napoli.

I proprietari con redditi più alti, perché hanno più immobili, sono i maggiori fautori della cedolare secca, che consente loro di pagare meno tasse a fine anno, infatti quasi il 40% dei locatori risparmia dai 250 ai 500 euro annui, mentre il 30% dai 500 ai 1.000 euro.

Nonostante l’agevolazione fiscale introdotta sia conveniente, però, non ha prodotto i risultati sperati, probabilmente anche a causa della negativa congiuntura economica. Secondo Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti: “Ridurre la tassazione sui redditi da locazione incentiva i proprietari di immobili sfitti a metterli a reddito, aumentando l’offerta e agevolando l’incontro fra proprietari e inquilini”. Soprattutto adesso che l’acquisto è reso più difficoltoso a causa del non semplice accesso al credito e della mancanza di risorse economiche.

“Allo stesso tempo, sarebbe doveroso ed equo, sempre nell’ottica di favorire l’emersione dell’evasione fiscale nel settore delle locazioni e di rendere più efficace la cedolare secca, dare la possibilità agli inquilini di detrarre dall’Irpef il canone di locazione pagato. Purtroppo abbiamo assistito a una riduzione progressiva delle agevolazioni fiscali in questo ambito”, conclude Spronelli.

C.C.

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