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A Cancun un pacchetto bilanciato

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L’accordo al quale sono giunti gli Stati riuniti a Cancun, in occasione della sedicesima Conferenza internazionale sul clima dell’Onu, sembra aver messo tutti d’accordo, ed è stato definito “pacchetto bilanciato”.

Strutturato in tre parti principali, esso non appare soddisfare comunque a pieno le associazioni ambientaliste. Nella prima parte dell’accordo sono stati sottoscritti tagli drastici alle emissioni di carbonio che dovrebbero mantenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2° C, e si richiede che eventuali rafforzamenti possano portare tale obiettivo ad 1,5° C. Entro il 2020 i Paesi più avanzati dovrebbero infatti arrivare a tagliare tra il 25 e il 40 per cento delle emissioni nocive rispetto ai valori del 1990.

Negli altri due punti invece gli Stati firmano un accordo nel quale si impegnano a mettere in pratica le promesse fatte in precedenza e soprattutto stabiliscono le misure necessarie per lo sviluppo della tecnologia verde. Per fare in modo che ciò avvenga è stato stabilito un fondo da 100 miliardi di dollari l’anno che, oltre a questo obiettivo, comprende anche la tutela delle foreste tropicali; un pacchetto di aiuti ai Paesi poveri per far fronte ai cambiamenti climatici di 30 miliardi di dollari, 410 milioni dei quali verranno versati dall’Italia.

Una Conferenza che, per quanto possa sembrare aver raggiunto accordi non così impegnativi per molti stati, è comunque un passo a avanti che mira a raggiungere pochi obiettivi fissati in modo realistico e veloce.

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