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CO2: pronti per la cattura

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ll decreto di recepimento della direttiva 2009/31/CE in materia di stoccaggio geologico di biossido di carbonio, ha passato l’esame preliminare al Consiglio dei Ministri. Si tratta di un metodo che consente alle centrali che utilizzano combustibili fossili, di “iniettare” la C02 nel sottosuolo in appositi siti, ed evitare di immettere nell’atmosfera anidride carbonica, contribuendo cosi’ all’impegno del nostro paese contro i cambiamenti climatici.

”La normativa approvata oggi – afferma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – disegna un sistema autorizzativo lineare, per la scelta dei siti, l’esercizio, il trasporto e la dismissione, in capo ai ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e procedure che saranno gestite dal gia’ esistente Comitato per Kyoto integrato da una segreteria tecnica per lo stoccaggio.

Con questo atto il nostro sistema normativo fa un passato avanti recependo una tecnologia ambientale che e’ ritenuta di grandissimo rilievo per lo sviluppo del sistema energetico”.

“Le procedure – continua la Prestigiacomo – saranno gestite dal già esistente Comitato per Kyoto integrato da una segreteria tecnica per lo stoccaggio”. La direttiva impone che ogni tre anni gli Stati membri presentino alla Commissione Europea una relazione sull’attuazione della presente direttiva, compreso il registro, definendo come prima data d’invio il 30 giugno 2011.

In Italia, il procedimento CSS è già in fase di sperimentazione nell’impianto Enel di Brindisi. Un decreto che, in linea con la norma europea, mira ad istituire un quadro giuridico per un geosequestro ambientalmente sicuro di biossido di carbonio con la finalità di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici.

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