Cresme, lo spreco d'acqua degli impianti sanitari ci costa 2,4 miliardi l'anno | Geometra.info

Cresme, lo spreco d’acqua degli impianti sanitari ci costa 2,4 miliardi l’anno

wpid-17507_waterconsumiidrici.jpg
image_pdf

Il risparmio e la razionalizzazione dei consumi può passare anche attraverso strade talvolta sottovalutate. Si calcola, ad esempio, che se Italia si cambiassero gli oltre 10 milioni di Wc risalenti agli anni pre 1970 e installati nelle case e negli edifici pubblici e privati, sostituendoli con quelli con scarico di 6 litri per flusso, si otterrebbe un risparmio di 260 milioni di metri cubi di acqua ogni anno, traducibile in 405 milioni di euro annui per il consumatore finale.

Lo sostiene una ricerca del Cresme dedicata al consumo idrico in Italia e ai possibili vantaggi connessi al rinnovo degli apparecchi sanitari, presentata all’interno di un convegno dedicato al tema “Efficienza idrica e riqualificazione edilizia” e organizzato da Confindustria Ceramica e Unindustria.

Secondo la ricerca Cresme in Italia risultano installati oltre 57,6 milioni di Wc, di cui il 75% di essi presenti nel comparto edilizio residenziale, per una media di 1,43 Wc per abitazione, mentre 14,6 milioni appartengono agli edifici ad uso non residenziale, il 10% dei quali è in struttura della Pubblica Amministrazione. La ricerca ha rilevato che ogni anno in Italia, negli edifici ad uso civile, si consumano quasi 4,4 miliardi di metri cubi di acqua, di cui 1,4 miliardi solo come scarico dei Wc, pari ad un valore di 2,4 miliardi di euro. Oltre al beneficio economico che deriverebbe dalla sostituzione dei vecchi Wc, la ricerca stima che vi sarebbero minori emissioni di anidride carbonica per 1,8 milioni di tonnellate connessa al ciclo dell’acqua.

La possibilità di introdurre incentivi statali per la sostituzione degli impianti sanitari porterebbe a maggiori investimenti per un valore stimato di 67,7 milioni di euro, che a loro volta avrebbero ricadute occupazionali pari +756 unità e porterebbero un gettito allo Stato di circa 13,8 milioni di euro nel biennio 2013-2014.

“E’ fondamentale che gli incentivi fiscali passino da una logica focalizzata alla singola unità abitativa ad una che abbracci l’intero quartiere, dove gli interventi di risparmio energetico vengano premiati in base ad un punteggio”, ha spiegato il Ministro dell’ambiente Andrea Orlando, intervenendo al convegno. “Esiste un vuoto normativo in merito alla cosiddetta legge sull’acqua che non contempla il concetto di risparmio idrico, ma che deve subito essere colmato per evitare che eventuali incentivi statali non sortiscano l’effetto desiderato”,

Durante il convegno, inoltre, è intervenuto anche l’imprenditore attivo nel settore sanitario Fulvio Spertini, che parlando del ruolo degli apparecchi sanitari per l’efficienza idrica degli edifici, ha ricordato l’esperienza positiva della città di New York, dove sono stati offerti incentivi per la sostituzione di 800 mila WC, e riportato il dato del consumo medio di acqua nella propria casa ogni giorno, pari a 250 litri per ogni cittadino (5 miliardi di metri cubi ogni anno).

Copyright © - Riproduzione riservata
Cresme, lo spreco d’acqua degli impianti sanitari ci costa 2,4 miliardi l’anno Geometra.info