Dissesto idrogeologico: occorrono fino a 4 miliardi di euro | Geometra.info

Dissesto idrogeologico: occorrono fino a 4 miliardi di euro

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Per affrontare il problema del dissesto idrogeologico è all’esame del Consiglio dei Ministri un decreto legge per la predisposizione di un Piano straordinario nazionale per cui sarebbero stanziati 3-4 miliardi.

Un intervento  pensato “all’indomani del disastro di Messina e per risolverne l’emergenza”. Così l’ha definito il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nel corso di un’audizione in Commissione Ambiente della Camera.

Il documento, è stato approvato all’unanimità dalla commissione, secondo cui “l’abusivismo edilizio è la causa principale dei disastri annunciati” come quello di Messina. Lo schema di decreto legge di cui parla il ministro prevede la predisposizione di un piano straordinario per affrontare i primi 150 interventi più urgenti per le zone più a rischio. Per farlo servirebbero circa 3 miliardi cui si può accedere, secondo Prestigiacomo, attraverso “la richiesta al governo di poter contrarre un mutuo, anche decennale, per un totale di 3-4 miliardi di euro” che corrisponderebbero ai 300 milioni all’anno chiesti, ovvero 50 milioni in più di quanto non si sia stanziato finora per la difesa del suolo, pari a circa 250 milioni all’anno.

La preoccupazione del ministro è, infatti, per “la polverizzazione delle risorse mentre all’Italia per le emergenze della difesa del suolo servirebbero almeno 11 miliardi”. Sbloccare questo provvedimento, dice Prestigiacomo, “per me è urgente, come lo è per questo ministero che è assolutamente sottofinanziato” perché “per fare politiche servono risorse”. Il decreto prevede poi che sia costituita una commissione specifica per la preparazione del Piano che dovrà essere presentato entro 60 giorni dal suo insediamento. In effetti, Ermete Realacci del Pd ricorda che “dopo la tragedia di Messina, per la tutela del territorio, dal Governo sono arrivate solo parole”, pertanto si chiede quando sarà possibile avere “i fatti”.

Finora, rileva Realacci, “l’unica cosa certa sono i tagli ai fondi per la difesa del suolo dal dissesto idrogeologico che sono passati dai 510,5 milioni di euro del 2008, ai 197 del 2009. La fragilità del nostro territorio resta un’emergenza irrisolta”. Dall’indagine della Commissione Ambiente della Camera emerge che “più dell’80% dei comuni italiani sono aree a forte criticità idrogeologica”, mentre “negli ultimi 50 anni sono stati spesi più di 16 miliardi di euro”, soltanto per sopperire ai danni derivanti dai fenomeni alluvionali.

Anche il disastro di Messina viene definito come “l’ultimo di una lunga serie di disastri” e “i casi di abusivismo edilizio sono i primi a provocare i disastri annunciati”.

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