I Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente: il vincitore e' Ponte nelle Alpi nel bellunese | Geometra.info

I Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente: il vincitore e’ Ponte nelle Alpi nel bellunese

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Dalla provincia di Belluno al golfo di Napoli, dal maceratese alla città di Salerno, ecco le ‘eccellenze italiane’ del riciclo: sono stati annunciati infatti i vincitori della ventesima edizione di “Comuni Ricicloni”, l’iniziativa-dossier promossa da Legambiente con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che documenta lo stato dell’arte della gestione dei rifiuti nei Comuni italiani.

Un’edizione caratterizzata da dati confortanti: i ‘Comuni Campioni’ nella raccolta della differenziata, cioè che raggiungono l’obiettivo del 65% di differenziazione, sono 1.293, pari al 16% dei comuni d’Italia, per un totale di 7,8 milioni di cittadini ovvero il 13% della popolazione che oggi ricicla e differenzia i rifiuti alimentando l’industria del riciclo. Vera novità di quest’anno, poi, la presenza dei Comuni quasi “rifiuti free”, ovvero comuni dove si è riusciti a ridurre del 90% circa la quantità di rifiuti da smaltire. Sono 330 in totale e in media ognuno ha prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato in un anno. Tra essi, anche il caso emblematico di Empoli, che nonostante i suoi 48 mila abitanti è un comune “rifiuti free”.

“Questa volta non si può dire che i buoni risultati ambientali raggiunti siano l’effetto della crisi economica che riduce i consumi, perché ci troviamo di fronte a scelte strutturali ormai stabilizzate”, ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.

Analizzando il caso dei Comuni ‘rifiuti free’, il dossier prova a tracciare queste strategie, differenti tra loro ma accomunate da alcuni punti: la raccolta “porta a porta”, la modalità di tariffazione del servizio (197 sono a tariffa puntuale, 29 normalizzata e 104 a tassa), la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una comunicazione efficace e con politiche fiscali che applichino il principio del ‘chi inquina paga’ e premino il cittadino virtuoso con una riduzione della tassa sui rifiuti se separa bene i materiali da ciò che non si può riciclare. E, ancora, la diffusione della pratica del compostaggio domestico, dell’uso di acqua pubblica con conseguente riduzione delle bottiglie di plastica, il divieto di usare stoviglie in plastica in favore di quelle riutilizzabili.

La fotografia dell’Italia ‘riciclona’, tuttavia, non può nascondere la difficoltà sul fronte della diffusione della differenziata nelle grandi città: solo 6 città capoluogo di provincia riciclano oltre il 65%, due al sud e quattro al nord, cioè il 5% del totale, e comunque nessuna oltre i 200 mila abitanti.

La spaccatura, spiega Legambiente, non è più tra un’Italia virtuosa nel Nord e una in ritardo nel Centro-Sud, ma tra comuni piccoli e virtuosissimi e località immobili, a partire da tutte le maggiori città. Nei quartieri di Torino e di Milano con una moderna raccolta differenziata porta a porta, frazione umida compresa, siamo già oggi al 50-65% di differenziata, mentre Roma non sa ancora scegliere tra raccolta porta/porta spinta e avvio a riciclo o l’ennesimo grande impianto di smaltimento. Confortanti i segnali su Milano, che sta ottenendo buoni risultati dalla progressiva reintroduzione della raccolta dello scarto umido, oltre i pronostici di Comune e Amsa. Torino, di contro, pur vantando la percentuale di differenziata più alta tra le grandi città (42,5%), soffre di un forte ritardo nell’estensione del sistema secco-umido su tutto il territorio. Male Napoli, dove dopo l’avvio sperimentale della raccolta in alcuni quartieri, non ci sono stati ulteriori progetti di sviluppo del porta a porta, e Palermo, con le ormai note emergenze rifiuti per strada.

Dall’indagine risulta che i cittadini virtuosi sono distribuiti equamente tra i piccoli comuni al di sotto del 10 mila abitanti e quelli più grandi oltre i 10 mila. Cambia però il loro numero: sono 1.076 i piccoli e 211 i più grandi. Le esperienze migliori risultano essere però, quelle consortili su scala territoriale più ampia. La cartina d’Italia di Comuni Ricicloni 2013 ci restituisce una distribuzione dei comuni virtuosi concentrati nel Triveneto e macchie compatte in Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania, Basilicata e Sardegna, proprio dove la gestione è prevalentemente a carattere consortile. I cittadini serviti dai sistemi garantiti da questi consorzi sono oltre 4,5 milioni, più della metà del totale dei cittadini ricicloni che sono invece 7,8 milioni.

Venendo agli ‘Oscar’ del riciclo, il Comune vincitore assoluto è Ponte nelle Alpi, 8.508 abitanti in provincia di Belluno, che per il quarto anno consecutivo raggiunge livelli di eccellenza. Tra i capoluoghi del Nord vince proprio Belluno mentre per il Sud primeggia Salerno. Tra i comuni sopra i 10 mila abitanti si distinguono per il Nord, Zero Branco (Tv), al Centro Serravalle Pistoiese (Pt) e al Sud il Comune di Monte di Procida (Na) e per quelli con meno di 10 mila abitanti vincono Sant’Orsola Terme (Tv) per il Nord, Montelupone (Mc) per il centro e per il Sud Casal Velino (Sa).

Anche se in questa ventennale edizione del concorso tutte le regioni (ad eccezione della Val d’Aosta) possono vantare la presenza di Comuni premiati, nel complesso l’85% dei ricicloni si trova al Nord e il restante 15% è equamente distribuito al centro Sud. Veneto sempre in testa con la percentuale più alta di comuni ricicloni sul totale (65,40%); il Friuli Venezia Giulia incrementa i risultati passando dal 35% dello scorso anno al 55%. Incrementi del 5% circa anche in Basilicata e nelle Marche, ma su numeri di partenza decisamente inferiori.

Oltre la fotografia puramente numerica, il dossier ha voluto raccontare le “Storie di ordinaria buona gestione”, un capitolo dedicato alle vicende di Salerno, Baronissi, Empoli, Milano, Torgiano, gli eco-campioni campani, Bellusco, che attraverso le loro iniziative hanno ottenuto risultati significativi e sicuramente ‘modello’ per una diffusione delle buone pratiche nella gestione dei rifiuti.

Il dossier completo, realizzato in collaborazione con Anci, Assobioplastiche, Conai, FederAmbiente, Fise Assoambiente e Fise Unire, CiAl, Comieco, CoRePla, CoReVe, Ricrea, Rilegno, Centro di Coordinamento Raee, Consorzio Italiano Compostatori e Rifiuti Oggi, è disponibile qui

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