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Impianti fotovoltaici integrati: procedure semplificate per l’installazione

Il modello unico "Due soli click" semplifica l'iter per realizzare e mettere in funzione i piccoli impianti fotovoltaici integrati

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Il Ministero dello Sviluppo economico, con il Decreto del 19 maggio scorso, ha approvato il modello unico per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici integrati sui tetti degli edifici. Il provvedimento approva il modello unico, che prende il nome di “Due soli click”, grazie al quale  è possibile fornire i dati da presentare prima dell’inizio dei lavori e dopo che gli stessi si sono conclusi.
La nuova procedura semplifica l’iter da seguire per la realizzazione e messa in funzione dei piccoli impianti fotovoltaici di produzione di energia elettrica (potenza nominale non superiore ai 20 kW), aderenti o integrati nei tetti degli edifici, prevedendo una riduzione delle informazioni e dei dati che devono essere trasmessi alle Amministrazioni e ai soggetti interessati, una razionalizzazione sia dello scambio di informazioni tra Comuni, Gestori di rete e Gse, sia pure di tutto la procedura che deve essere espletata tramite il portale del Gestore di rete.
Il Modello unico elettronico “Due soli click” , studiato per minimizzare gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese, è composto da due parti. Nella prima parte devono essere inseriti i dati da fornire prima dell’inizio dei lavori (parte I); mentre, nella seconda devono essere riportati i dati della fine dei lavori (parte II). Obbligando gli utenti, in entrambe le comunicazioni ad un numero minimo di informazioni.
Il modello unico, da utilizzarsi a 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto 19 maggio 2015, si riferisce alle seguenti tipologie di impianti:
• impianti realizzati presso clienti finali già dotati di punti di prelievo attivi in bassa tensione;
• impianti con potenza non superiore a quella già disponibile in prelievo;
• impianti con potenza nominale non superiore a 20 kW;
• impianti per i quali sia contestualmente richiesto l’accesso al regime dello scambio sul posto;
• impianti con realizzati sui tetti degli edifici con le modalità di cui all’art. 7-bis, comma 5, del D.Lgs. n. 28/2011;
• assenza di ulteriori impianti di produzione sullo stesso punto di prelievo.
Modalità di trasmissione e lavorazione delle richieste inviate con modello unico elettrico
La richiesta, fatta al gestore di rete competente, deve essere fatta solo per via informatica, sia nel caso di inizio dei lavori sia nel caso debbano essere riportati solo i dati della fine  dei lavori.
Il soggetto richiedente, prima di iniziare i lavori, fornisce i dati indicati nell’allegato 1, parte I, e, alla fine dei lavori, quelli indicati nella parte II del medesimo allegato.
In fase di presentazione della parte I e per l’avvio dell’iter di connessione, il soggetto richiedente, presa visione delle modalità e delle condizioni contrattuali definite dal gestore di rete per la connessione e i relativi costi nel caso di lavori semplici, deve accettarle spuntando l’apposita casella.
Da parte sua il gestore di rete, entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione della parte I del modello unico, deve verificare sia la compatibilità della domanda con quanto previsto dal decreto sia che per l’impianto siano previsti lavori semplici per la connessione limitati all’installazione del gruppo di misura.
Se le verifiche danno esito positivo delle verifiche, la presentazione della parte I del modello unico comporta l’avvio automatico dell’iter di connessione (senza emissione del preventivo per la connessione). 
Il gestore non è esentato da verifiche e se, in caso di verifica positiva, non sono necessari lavori complessi:
– informa il soggetto richiedente
– invia copia del modello unico al Comune, tramite PEC;
– carica i dati dell’impianto sul portale Gaudi’ di Terna;
– invia copia del modello al GSE;
– addebita al soggetto richiedente gli oneri per la connessione;
– invia copia delle ricevute delle suddette trasmissioni al soggetto richiedente;
– invia i dati dell’impianto alla Regione, tramite PEC (qualora da questa richiesto).
In caso contrario, ovvero se sono necessari lavori complessi per la connessione o comunque lavori semplici che però non siano limitati all’installazione del gruppo di misura, il gestore di rete deve informare il soggetto richiedente, specificandone i motivi e allegando il preventivo per la connessione.
In questa ipotesi, ai fini della connessione alla rete, le tempistiche e le modalità saranno quelle definite dall’Autorità in materia di connessioni.
Una volta terminati i lavori di realizzazione dell’impianto, si passa alla trasmissione della parte II del modello unico. 
In questa fase, il soggetto richiedente, deve prendere visione e accettare il regolamento di esercizio e il contratto per l’erogazione del servizio di scambio sul posto, fornito dal GSE e messo a disposizione dal gestore di rete.
Da parte sua, una volta ricevuta la parte II, il gestore di rete deve inviarne copia al Comune, tramite PEC; inviarne copia al GSE per la richiesta del servizio di scambio sul posto; caricare sul portale Gaudì l’avvenuta entrata in esercizio, validando i dati definitivi dell’impianto; addebitare l’eventuale saldo del corrispettivo di connessione ed infine,  inviare copia delle ricevute delle suddette trasmissioni al soggetto richiedente.
Il decreto prevede che i soggetti interessati, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, compiano alcune attività.
Innanzitutto, i gestori di rete devono aggiornare i loro portali informatici (anche per consentire l’interoperabilità con gli altri soggetti interessati).
È prevista, poi, la possibilità di stipulate accordi tra GSE, Terna, Regioni, Comuni e gestori della rete per stabilire protocolli semplificati e agevolare lo scambio dei dati presenti nel modello unico (a tal fine, le Regioni che hanno attivato siti web di interfaccia per la presentazione delle domande di autorizzazione, possono richiedere al gestore di rete di ricevere copia delle comunicazioni inviate al Comune per l’inserimento dei dati nei database regionali).
Il decreto prevede poi una importante semplificazione: l’installazione degli impianti fotovoltaici su edifici non vincolati non è subordinata all’acquisizione di atti amministrativi di assenso, inclusa l’autorizzazione paesaggistica (naturalmente i Comuni potranno controllare, cosa che vale in generale per tutti i dati forniti dal proponente, la veridicità delle dichiarazione in autodichiarazione).
Entro un mese, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico è tenuto ad aggiornare i provvedimenti di competenza in materia di accesso al sistema elettrico, prevedendo, tra l’altro che i soggetti richiedenti per gli impianti per cui siano previsti lavori semplici per la connessione, siano tenuti al pagamento di un corrispettivo unico standard inclusivo dei costi per la connessione: nel frattempo, fino all’emanazione di questo provvedimento, si applica il corrispettivo di cui alla deliberazione ARG/elt 99/08 (art. 12, punto 12.1, allegato A).
Sempre a fini di semplificazione, il gestore di rete dovrà fornire al soggetto richiedente, anche tramite il proprio sito internet, un vademecum informativo che elenchi gli adempimenti cui è tenuto il richiedente durante la fase di esercizio dell’impianto e che indichi i soggetti, e i relativi riferimenti, cui dovrà rivolgersi per le varie evenienze che avranno luogo nel corso della vita dell’impianto.

L’autore


Claudio Bovino

Avvocato e consulente in materia di privacy e sicurezza dei dati personali, collabora stabilmente con il gruppo editoriale Wolters Kluwer Italia alle testate Ambiente & Sviluppo, Quotidiano Unico Ipsoa, Quotidiano Enti Locali, Quotidiano per la Pa del Sistema Leggi d’Italia, Sistema Ambiente e Sicurezza. Nel 2010 ha scritto un libro sul Sistri e, dal 2011, cura per Utet la redazione e l’aggiornamento (anche online) delle voci sui rifiuti dell’opera “Ambiente” della collana “I Codici Tecnici”, nonché, per Ipsoa e Indicitalia, il capitolo sui rifiuti del Manuale Ambiente. Ha anche un blog su Postilla.

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