Ispra: l’80% del suolo italiano è degradato | Geometra.info

Ispra: l’80% del suolo italiano è degradato

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L’80% del suolo è di scarsa qualità a causa del degrado dovuto al cemento, alle specie invasive e all’inquinamento. Queste sono le conclusioni dell’Ispra che nell’anno internazionale della Biodiversità, presenta una panoramica completa delle criticità del suolo italiano.

 I dati elaborati segnalano che "la situazione dei suoli italiani è preoccupante: circa l’80% è povero di carbonio organico e non può essere definito di qualità" con "un elevato rischio di erosione". Secondo l’Ispra "le scarse conoscenze sulla risorsa e le tante pressioni cui è sottoposto fanno oggi del suolo la cenerentola della biodiversità" che è 10 volte superiore a quella del Regno Unito e doppia rispetto a Francia o Spagna.

Tra le principali minacce al suolo italiano c’è il consumo di superficie, il fenomeno definito "impermeabilizzazione": sono state "43 milioni le tonnellate di cemento prodotte nel 2008" ponendo l’Italia "al quarto posto nel mondo per rapporto cemento prodotto/superficie e al quinto per rapporto con abitante".

Tra il 2000 e il 2006 l’Ispra segnala un processo di impermeabilizzazione che sfiora i 400 ettari all’anno (392). Secondo l’Ispra "segnali incoraggianti arrivano dalla bozza di Strategia Nazionale per la Biodiversità, in cui per la prima volta si propone l’istituzione di un programma nazionale di monitoraggio del suolo".

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