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La Cina salva l'acqua

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“Le risorse in acqua della Cina per abitante raggiungono appena il 28% della media mondiale, cioè 2.200 m3”, afferma il ministro Chen Lei, aggiungendo: “Il Paese soffre ogni anno di una carenza di circa 40 milioni di m3 di acqua. Due terzi delle città fanno fronte a penurie d’acqua. I problemi legati alla depurazione sono stati risolti in regioni che coprono una popolazione di 210 milioni e saranno risolti nelle zone rurali entro il 2013. Il Paese pensa di risolvere i nuovi problemi legati all’acqua entro la fine del periodo del dodicesimo Piano quinquennale 2011-2015” e per raggiungere tale obiettivo il Paese utilizzerà delle misure puntando sulle cosiddette “linee rosse”: il contrasto al sovrasfruttamento delle risorse idriche, l’efficacia nell’utilizzo dell’acqua e la lotta all’inquinamento delle acque.

Secondo il documento approvato dal governo cinese “Il consumo di acqua deve essere controllato per non superare i 670 miliardi di m3 entro il 2020”, per questo “La Cina rafforzerà i suoi sforzi nello sviluppo della protezione nazionale delle acque nella promozione di uno sfruttamento sostenibile”. Il documento N. 1 fissa molteplici obiettivi per migliorare la situazione quanto a conservazione dell’acqua per i prossimi 5 o 10 anni. L’obiettivo di base del documento è di utilizzare il 10% dei benefici della vendita delle terre, da 60 a 80 miliardi di yuans circa (da 9,12 a 12,16 miliardi di dollari) ogni anno, per promuovere lo sviluppo dell’agricoltura di conservazione.

Investimenti importanti quindi per le risorse idriche, per la deviazione delle acque Sud-Nord, per rafforzare le vecchie dighe e per lo sfruttamento delle vie navigabili, per un paese che ha bisogno di salvaguardare i raccolti, modernizzare i sistemi irrigui e lottare contro la penuria d’acqua.

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