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La qualita’ dell’ambiente urbano in Italia sotto la lente dell’Istat

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Nel 2012 il tasso di motorizzazione è di circa 609 autovetture per mille abitanti con un -0,7% rispetto all’anno precedente, mentre resta stabile il numero dei motocicli: 131,6 per mille abitanti (+0,1%). In generale si arresta, dunque, la tendenza alla crescita che ha caratterizzato l’ultimo decennio. Sono questi alcuni dati contenuti nell’ultimo rapporto Istat “Dati ambientali nelle città. Qualità dell’ambiente urbano” diffuso il 23 luglio.

Buone notizie anche sul fronte delle autovetture meno inquinanti la cui diffusione è, per la prima volta, superiore a quella delle più inquinanti: in media nei comuni capoluogo le autovetture fino alla classe euro 3 sono 303,9 per mille abitanti, contro le 305,3 delle classi euro 4 o superiori. I motocicli maggiormente inquinanti (fino a euro 2) sono, invece, ancora i due terzi del totale.

Nel 2012 la percentuale delle autovetture alimentate a benzina si riduce di 1,2 punti percentuali, a favore di quelle a gasolio (+0,9%) e bifuel benzina/gpl o benzina/metano (+0,3%).

La domanda di trasporto pubblico – ossia il numero di passeggeri trasportati in un anno dall’insieme delle modalità di trasporto pubblico urbano – è pari a 208,9 passeggeri per abitante, in calo del 7,4% rispetto all’anno precedente.

Rispetto al 2011 migliora la situazione di massimo allarme per la qualità dell’aria, misurata attraverso tutte le centraline di rilevazione: diminuisce da 59 a 52 il numero di capoluoghi dove il valore limite per la protezione della salute umana previsto per il pm10 viene superato per più di 35 giorni. Miglioramenti soprattutto al Centro, da 12 a 9, e al Mezzogiorno, da 9 a 6. Se si considerano le sole centraline di tipo fondo, che misurano la qualità media dell’aria, risultano 33 i capoluoghi dove si è registrato il superamento del limite per il pm10 per più di 35 giornate. In 16 città è stato superato il limite previsto per il 2012 della concentrazione media delle polveri sottili per il pm2,5.

In più del 60% dei capoluoghi (71), alla fine del 2012, è approvata ufficialmente la zonizzazione acustica del territorio; in 28 tra questi è emersa la necessità di predisporre piani di risanamento acustico. Nel 2012 sono stati effettuati nel complesso dei comuni capoluogo di provincia 9,3 interventi per misurare il rumore ogni 100 mila abitanti: l’83,1% a seguito di esposti dei cittadini e il 16,9% su iniziativa delle amministrazioni. In 83 comuni si registra almeno un superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente.

In termini di fonti dell’inquinamento acustico nel 9,2% dei casi la sorgente controllata è un’infrastruttura stradale, nel 13,8% è un’attività produttiva e nel 63,5% è un’attività di servizio e commerciale. In queste ultime, in particolare, si registra la più elevata incidenza degli interventi con superamenti dei limiti dell’inquinamento acustico (60,5%).

Nel 2012 il verde urbano rappresenta il 2,8% del territorio dei comuni capoluogo di provincia con oltre 570 milioni di metri quadrati, e la superficie complessiva cresce circa dell’1% rispetto al 2011. Il 15,3% della superficie comunale è inclusa in “aree naturali protette” e la disponibilità media del verde urbano è di 31,4 metri quadrati per abitante, +0,5% rispetto al 2011.

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