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Puntare sulla raccolta differenziata dei rifiuti

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Si è concluso il sondaggio realizzato dalla Cia, Confederazione italiana agricoltori, dal quale è emerso l’atteggiamento e il parere degli italiani riguardo al problema dello smaltimento dei rifiuti.

“Secondo il 43 per cento della popolazione oggi investire sullo sviluppo e l’estensione della raccolta differenziata in tutte le regioni italiane è il modo più adatto per risolvere la questione rifiuti e prevenire emergenze ambientali. Una soluzione che raccoglie molti più consensi della costruzione di nuovi impianti termovalorizzatori, che al contrario vede favorevoli solo il 15 per cento degli italiani” afferma la Cia.

Per il 32 % degli italiani invece è prioritario, per risolvere il problema dei rifiuti, ridurre drasticamente l’utilizzo di materiali inquinanti e difficilmente smaltibili, sostituendoli con prodotti biodegradabili. Infine, l’8 % degli intervistati ritiene indispensabile avere uno stile di vita “eco-friendly” a tutti i livelli, mentre un  2 per cento considera percorribile la strada dello smaltimento all’estero dei rifiuti “made in Italy”.
 
Gli italiani puntano dunque sulla raccolte differenziata dei rifiuti, una soluzione in grado di dare risultati importanti se ben fatta. Infatti, ricorda la Cia, con un raccolta differenziata e organizzata dell’umido, ad esempio, si potrebbe ottenere molto più compost per concimare i terreni, evitando l’uso di fertilizzanti chimici, che potrebbe favorire un’agricoltura più “naturale” e “a impatto zero” sull’ambiente.

Senza tralasciare i grandi risparmi che provengono dal riciclo di carta, alluminio, plastica e vetro.

Ecco un po’ di utili dati (fonte: www.educambiente.tv)

Raccolta differenziata plastica – 
Con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l’equivalente dell’energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno (guarda video). Anche i toner e le cartucce fax e fotocopiatrici, oltre a contenere materiali inquinanti, sono di plastica: utilizzali il più a lungo possibile mediante la rigenerazione e, una volta esauste, consegnale all’isola ecologica.


Raccolta differenziata carta – Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.
Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh di energia elettrica (guarda video).


Raccolta differenziata vetro – 
Nella produzione di vetro “nuovo”, per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia, equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato (guarda video).
Si stima che l’industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.


Raccolta differenziata verde (ramaglie) – 
Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale.
Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.


Raccolta differenziata  alluminio – Per produrre 1 kg di alluminio, occorrono circa 15 kwh di energia elettrica ed un impianto di estrazione di bauxite.
Per produrre 1 kg di alluminio da materiale riciclato, occorrono invece 0,8 kwh di energia e, soprattutto, nessun impianto di estrazione di bauxite, assente nel nostro paese (guarda video).


Raccolta differenziata frigoriferi – Frigoriferi e congelatori sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC), responsabili dei danni all’ozono atmosferico.
Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all’olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell’impianto refrigerante.


Raccolta differenziata olio minerale – 
L’olio minerale usato (olii lubrificanti nell’artigianato, negli autoveicoli, nell’industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile.
Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.


Raccolta differenziata  pneumatici – In Italia è stato calcolato che il 65% dei pneumatici finisce nelle discariche.
La gomma è un combustibile e, quando nella discarica avvengono combustioni non controllate, si liberano, soprattutto a causa dei pneumatici, fumi densi molto inquinanti.
Il recupero dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione: 
alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l’impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressochè totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc.

A.U.

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