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Regole Ue sui piani d'azione nazionali per le energie rinnovabili (Nreap)

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Nel programma di istruzioni obbligatorie approvate da Bruxelles per guidare gli stati membri a delineare i loro piani d’azione nazionali per le energie rinnovabili (Nreap), si assegnano ai 27, in base alla direttiva sulle energie rinnovabili 2009/28/EC, obiettivi precisi da raggiungere per concorrere al target del 20% entro il 2020.
 Dal 30 giugno hanno a disposizione anche le istruzioni per l’uso su come redigere il loro programma nazionale, che dovrà essere presentato alla Commissione europea al massimo entro il 30 giugno 2010. ”Il modello adottato oggi dalla Commissione europea aiuterà gli stati membri ad elaborare dei piani attendibili, ciò che, di ritorno, aiuterà l’Ue a raggiungere i suoi obiettivi entro le scadenze previste” ha sottolineato il Commissario responsabile per l’energia, Andris Piebalgs.
Il programma guida progressivamente i 27 a prevedere nel loro piano d’azione, in base alle peculiarità geografiche e alle politiche energetiche in vigore e attuabili, una serie di misure a lungo termine per l’uso e lo sviluppo delle energie rinnovabili e a dare stime dettagliate sul contributo che potranno fornire al consumo finale di energia. Definizioni, regole di calcolo e terminologia dovranno essere quelle previste nella direttiva sulle rinnovabili. Con griglie dettagliate in cui lo scenario di riferimento è la situazione del paese e le misure adottate fino al 2009, si aiuta a chiarire quanto forniranno i singoli tipi di rinnovabili nei differenti settori dei trasporti, della produzione di elettricità e della produzione del caldo e del freddo. Secondo quanto prevede il programma preparato da Bruxelles devono inoltre essere spiegate in dettaglio le politiche nazionali mirate a sviluppare le risorse esistenti di bioamassa e le misure adottate per assicurare che vengano rispettati i criteri di sostenibilità per i biocarburanti. Non sfugge alla dettagliata regolamentazione della Commissione in 40 pagine, nessun aspetto delle attuali e future politiche energetiche. Vengono presi in considerazione: le misure di facilitazioni adottare dai vari paesi, la revisione delle procedure amministrative, i codici del settore edilizio, l’informazione, la formazione e la qualificazione di personale specializzato in rinnovabili, lo sviluppo e la disponibilità delle infrastrutture energetiche, oltre alle misure di aiuto e flessibilità. Il modello adottato non ha solo una finalità didattica per i 27, ma sarà un strumento importante per permettere la comparazione tra le politiche degli stati membri e per stabilire gli ulteriori rapporti tra Commissione e paesi finalizzati all’applicazione della direttiva sulle rinnovabili.

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