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Terra Futura: è tempo di buone pratiche

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Terra Futura è la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale (Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio
2011), promossa da Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

Vetrina, piazza, laboratorio, crocevia di rapporti e di esperienze, tre giorni per parlare di sostenibilità e conoscere gli svariati campi in cui questo principio può essere applicato.
Numerosi i settori rappresentati nelle diverse sezioni tematiche nelle quali si suddivide la rassegna: tutela dell’ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva.

Al centro della manifestazione ci sono i diritti, come quello al lavoro dignitoso, di cui discuteranno le diverse categorie della Cisl, dai metalmeccanici, ai chimici ai pensionati; e il diritto a una gestione corretta delle risorse ambientali, tema cui Legambiente dedichera’ ampio spazio anche in vista del prossimo referendum del 12-13 giugno. A questo proposito, secondo il presidente dell’Arci nazionale, Paolo Beni, “al di la’ di ogni significato prettamente politico, la prossima consultazione popolare sull’acqua e sul nucleare e’ il segnale che esiste una ripresa di attenzione e consapevolezza della societa’ civile per i beni comuni in un momento di crisi economica, sociale e ambientale”.

“Ciò che Terra Futura chiede da anni – spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, – è un nuovo contratto sociale “a responsabilità collettiva”. Le contraddizioni del modello di sviluppo attuale se da una parte generano continue crisi dall’altra hanno prodotto pratiche ed idee di economia di mercato basate sulla responsabilità, la relazione, la sostenibilità. Finalmente la necessità di riconvertire l’economia in modo partecipato e democratico e in ottica ecologica e sociale, è avvertita come un’esigenza e un’opportunità concreta da parte di settori sempre più ampi della società civile”.  

Un evento  internazionale perché intende allargare e condividere la diffusione delle buone pratiche a una dimensione globale; perché internazionali sono i numerosi membri del suo comitato di garanzia, la dimensione dei temi trattati e i relatori chiamati ad intervenire ai tavoli di dibattito e di lavoro; infine, perché lo sono i progetti e le esperienze presenti o rappresentati ampiamente nell’area espositiva, che ospita realtà italiane ed estere.
Un evento inoltre che vanta un vasto numero di consensi: oltre 92.000 i visitatori dell’edizione 2010, 600 le aree espositive con più di 5.000 enti rappresentati; 250 animazioni, 280 gli eventi culturali in calendario e 1.000 i relatori presenti, fra esperti e testimoni di vari ambiti di livello internazionale.

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