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Trivellazioni a largo delle Tremiti: è protesta

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“L’ecosistema che gravita intorno alle isole Tremiti non è a rischio”: lo afferma il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo assicurando che il via libera alle trivellazioni nell’Adriatico è stato dato in conformità all’articolo 3 del decreto, definito da Prestigiacomo il «più restrittivo che esiste in Europa e forse nel mondo», perché in base alla normativa «le acque fino a 5 miglia dalle coste italiane e fino a 12 miglia “dal limite esterno” delle aree marine protette e di tutte le altre zone sottoposte a tutela, sono “off limit” per le trivellazioni e per le ricerche di idrocarburi. Prima di questa nuova normativa tale limite non esisteva».

Ma cittadini e associazioni sono insorte. Una lettera del direttivo Fai di Foggia indirizzata al ministro sottolinea come il piano energetico regionale pugliese punti invece alla riduzione dell’uso di olio combustibile fossile e del carbone in favore del gas, dell’energia solare (fotovoltaico e termico), eolico e biomasse. Inoltre, sempre secondo il FAI, le trivellazioni farebbero fronte a una eventuale produzione quantitativamente irrilevante rispetto al fabbisogno nazionale, non porterebbero nessun beneficio ai fini dello sviluppo locale e sarebbero in assoluto contrasto con il percorso di qualificazione e valorizzazione turistica.

Anche il governatore pugliese, Nichi Vendola, vuole fermare questo “scellerato tentativo di aggressione del territorio” e promette ogni iniziativa giuridica utile.

Intanto la Comunità del Parco Nazionale del Gargano, riunitasi in sessione straordinaria, ha approvato all’unanimità dei presenti i 6 punti proposti dal Commissario dell’Ente Stefano Pecorella che rappresentano una vera e propria road map da sottoporre anche al Ministro all’Ambiente in modo da tutelare a medio-lungo termine il territorio dalla minaccia di eventuali e non auspicati danni ambientali come la realizzazione di trivellazioni nei pressi delle area protetta delle isole Tremiti.

A tal proposito il Commissario Prefettizio delle Isole Tremiti, Carmela Palumbo, ha dichiarato: “Da un punto di vista normativo, nel suo complesso, il decreto non desta eccessive preoccupazioni. Infatti, l’area interessata dalle introspezioni ricade 24 km oltre il limite del perimetro dell’AMP , in osservanza di una norma italiana adottata che è una delle misure più restrittive delle normative europee inerente a questo specifico settore, a dispetto del provvedimento dello scorso anno che interessava un’area distante solo 4 km dalle Diomedee. Nelle prossime ore è in programma una mia riunione con i tremitesi per raccogliere le loro impressioni, ma da quel che mi pare di percepire, la situazione è molto meno drammatica rispetto al medesimo periodo del 2010. Una maggiore correttezza ed equilibrio nell’informazione ci consentirà sicuramente di proseguire intelligentemente e serenamente su questo strategico percorso intrapreso oggi con il pronunciamento della Comunità del Parco. Infatti il confronto, la condivisione e la compattezza sono gli unici strumenti per giungere alla risoluzione dei problemi della collettività”.

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