Valutazione di incidenza e titolo abilitativo edilizio: il punto di vista del TAR | Geometra.info

Valutazione di incidenza e titolo abilitativo edilizio: il punto di vista del TAR

Per il Tar della Sicilia, la valutazione di incidenza deve precedere il rilascio del titolo abilitativo edilizio vista l'importanza di assicurare pienamente la tutela ambientale

piano di lottizzazione convenzionata e variante
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Nel caso esaminato dal Tar della Sicilia, nella sentenza n. 1513 del 28 giugno, coloro che esponevano il ricorso dichiaravano di essere titolari di un piano di lottizzazione convenzionata provvisto della valutazione di incidenza. Dopo aver proposto un progetto di variante, per istruire la pratica relativa alla variante, presentarono la necessaria istanza per la valutazione di incidenza.

Tuttavia, il Comune rigettò quest’ultima istanza, affermando che la valutazione di incidenza deve configurarsi come mezzo preventivo di tutela dell’ambiente e come tale deve svolgersi prima dell’approvazione del progetto e della realizzazione dell’opera.

Il Tar conferma le ragioni del Comune, sulla base di un ragionamento in cui la tutela ambientale assume una posizione di preminenza, grazie non solo alle norme previste dal D.P.R. 8.9.1997 n. 357 sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali ma anche alla normativa comunitaria, conosciuta come Direttiva Habitat.

L’art. 5, comma 8, D.P.R. 8.9.1997 n. 357 e successive modifiche, infatti, stabilisce espressamente che “l’autorità competente al rilascio dell’approvazione definitiva del piano o dell’intervento acquisisce preventivamente la valutazione di incidenza”, con la conseguenza, secondo il Tar Sicilia, che la valutazione di incidenza deve precedere il rilascio del titolo abilitativo edilizio, costituendone, anzi, un requisito di efficacia.

Ciò allo scopo di consentire una valutazione degli effetti di un determinato intervento all’interno di siti di importanza comunitaria, assicurando un equilibrio adeguato tra la conservazione del sito ed un uso sostenibile del territorio.

Sempre per il TAR, inoltre, il rapporto di presupposizione tra valutazione di incidenza e titolo abilitativo edilizio appare coerente con la “Direttiva Habitat” , la quale subordina ad opportuna e preventiva valutazione di incidenza l’assenso, da parte delle autorità nazionali competenti, su piani e progetti non direttamente connessi e necessari alla gestione del sito ma che possano avere incidenze significative sullo stesso.

La valutazione di incidenza ambientale è espressione dei principi di prevenzione e precauzione di cui all’art. 174 del Trattato CE che, per assicurare la primarietà del valore ambiente, richiedono un giudizio di compatibilità ambientale, in relazione ad opere che potrebbero incidere su tale valore, in una fase cronologicamente anteriore al procedimento istruttorio avente ad oggetto le opere stesse.

Dagli stessi principi comunitari di prevenzione e precauzione discende, secondo la sentenza, la preminenza dell’interesse ambientale sulla libertà di iniziativa economica privata che giustifica, appunto, lo svolgimento della valutazione preventiva di incidenza dell’opera in un momento anteriore al rilascio del permesso.

Tali affermazioni, aggiunge il TAR Sicilia, non trovano deroga con riferimento alla variante in corso d’opera contemplata, per gli interventi subordinati a denuncia di inizio attività, dall’art. 22 T.U. 6.6.2001 n. 380, visto che tale norma subordina il ricorso alla variante alla previa acquisizione degli eventuali atti di assenso stabiliti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e dalle altre normative di settore, tra cui, appunto, quella afferente la valutazione d’incidenza.

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