Appalti: ecco come cambia l’offerta economicamente più vantaggiosa | Geometra.info

Appalti: ecco come cambia l’offerta economicamente più vantaggiosa

Con la nuova legge sugli appalti pubblici si avvia una nuova concezione dei criteri di aggiudicazione basata sulla preferenza dell’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto al prezzo più basso

Offerta economicamente più vantaggiosa
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Il D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (c.d. Codice dei contratti pubblici), prevede(va) due distinti criteri di aggiudicazione delle gare pubbliche, ovvero, l’offerta economicamente più vantaggiosa ed il prezzo più basso.

Le amministrazioni, fino ad oggi, hanno avuto piena discrezionalità nella scelta del criterio di aggiudicazione da utilizzare in sede di gara.

Tale discrezionalità, almeno per alcuni tipi di gare, verrà meno con il nuovo codice sugli appalti pubblici, che al momento è in attesa di adozione (il termine di recepimento delle nuove direttive europee è fissato per il 18 aprile 2016).

Vista la futura impossibilità per le amministrazioni di scegliere in ogni caso il criterio più adatto alle caratteristiche della gara, l’articolo 95, comma 5, del decreto legislativo di recepimento e riordino della normativa in materia di appalti pubblici, limiterà l’utilizzo del “prezzo più basso” ad alcune circostanze, ovvero:
a) per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità è garantita dall’obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto esecutivo;
b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;
c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.”.
L’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’articolo 95, comma 3, del decreto legislativo di recepimento, sarà invece obbligatorio per:
– contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica,
nonché ai servizi ad alta intensità di manodopera, come definiti all’articolo 50, comma 2;
– contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, di importo superiore a 40.000 euro.

La nuova offerta economicamente più vantaggiosa, secondo le previsioni della relazione di accompagnamento al nuovo codice sugli appalti pubblici, sarà caratterizzata da un approccio costo/efficacia che dovrà includere il miglior rapporto qualità/prezzo valutato in relazione a criteri ambientali, qualitativi o sociali connessi all’oggetto dell’appalto.

Il nuovo codice dei contratti pubblici, fornirà una specifica elencazione dei sub-criteri di valutazione dell’offerta, tenendo conto che la qualità dovrà comprendere necessariamente il pregio tecnico, le caratteristiche estetiche e funzionali, l’accessibilità per i soggetti con disabilità, la progettazione adeguata per tutti gli utenti, il rating di legalità oltre a certificazioni e attestazioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori.

L’elemento relativo al costo potrà poi assumere la forma di un prezzo o costo fisso sulla base del quale gli operatori economici competeranno sui soli criteri qualitativi.

La scelta di attribuire assoluta preferenza al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è dovuta all’esigenza di contrastare i diffusi fenomeni delle “opere incompiute” e della crescita esponenziale del costo dell’opera in fase esecutiva, a causa delle molteplici varianti e/o riserve apportate da un esecutore molto attento al fattore prezzo, ma non altrettanto all’elemento qualitativo, in fase di aggiudicazione.

Sarà comunque opportuno che le amministrazioni, vista la discrezionalità connessa all’utilizzo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sapranno utilizzare queste nuove regole tenendo fermi i principi europei sui quali si basa la disciplina degli appalti pubblici, ovvero quelli della libera concorrenza e del divieto di disparità di trattamento tra i concorrenti.

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