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Appalti: i costi interni per la sicurezza vanno sempre indicati, anche nell’offerta di servizi

Costituiscono un elemento essenziale il cui difetto provoca l’esclusione dalla gara, chiarisce una sentenza del Consiglio di Stato

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Il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza n. 5651 dell’11 dicembre 2015, ha chiarito che anche nelle procedure di affidamento di servizi, i partecipanti alla gara devono indicare nell’offerta i costi interni per la sicurezza del lavoro, pena l’esclusione dell’offerta dalla procedura per difetto di un elemento essenziale, anche se non prevista nel bando di gara, non sanabile con il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante.

Il ricorso riguardava la legittimità della partecipazione a una gara per l’affidamento della gestione del servizio di igiene urbana, di una società che non aveva indicato in nessun allegato della propria offerta l’importo corrispondente ai propri oneri di sicurezza aziendali, non richiesti esplicitamente dal bando, limitandosi a menzionare quello degli oneri (cd oneri da interferenze) già fissati dalla Stazione appaltante.

La sentenza è coerente con il principio – enunciato nella decisione 20 marzo 2015 n. 3 – per cui “nelle procedure di affidamento di lavori, i partecipanti alla gara devono indicare nell’offerta economica i costi interni per la sicurezza del lavoro, pena l’esclusione dell’offerta dalla procedura anche se non prevista nel bando di gara”. Si puntualizza, in particolare, che “l’omessa specificazione nelle offerte per lavori dei costi di sicurezza interni configura un’ipotesi di mancato adempimento alle prescrizioni previste dal codice degli appalti, idoneo a determinare “incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta” per difetto di un suo elemento essenziale, e comporta perciò, anche se non prevista nella lex specialis, l’esclusione dalla procedura dell’offerta difettosa per l’inosservanza di un precetto a carattere imperativo che impone un determinato adempimento ai partecipanti alla gara, non sanabile con il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante …, non potendosi consentire di integrare successivamente un’offerta dal contenuto inizialmente carente di un suo elemento essenziale”.

La pur modesta incidenza quantitativa degli oneri aziendali di sicurezza sul valore dell’appalto in controversia – si legge ancora nella sentenza – non toglie che la relativa indicazione assolva, alla stregua della giurisprudenza dianzi citata, un’importante funzione connessa alla salvaguardia delle maestranze impiegate nello svolgimento dell’appalto. L’adempimento dell’onere dichiarativo imposto dalla legge, d’altra parte, non presenta alcuna particolare onerosità o complessità per le aziende, come conferma anche il fatto che nello specifico altre concorrenti vi abbiano adempiuto.
In materia di appalti di servizi, afferma la sentenza in esame, le uniche deroghe consentite in relazione all’indicazione dei costi per la sicurezza riguardano i servizi di natura prettamente intellettuale e i servizi rientranti nelle tipologie di cui all’allegato II B del D.Lgs. n. 163/2006, cioè:
– Servizi alberghieri e di ristorazione
– Servizi di trasporto per via d’acqua
– Servizi di supporto e sussidiari per il settore dei trasporti
– Servizi legali
– Servizi di collocamento e reperimento di personale
– Servizi di investigazione e di sicurezza, eccettuati i servizi con furgoni blindati
– Servizi relativi all’istruzione, anche professionale
– Servizi sanitari e sociali
– Servizi ricreativi, culturali e sportivi.

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