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Appalti pubblici: torna l’anticipazione del 10% alle imprese

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“Le piccole e medie imprese possono iniziare nuovamente a camminare da sole senza puntare unicamente sull’aiuto delle banche e, nei casi peggiori, sugli usurai”. È questo il commento di Angelo Santoro, vice presidente di Aniem, l’associazione nazionale delle pmi edili e manifatturiere, alla notizia dell’approvazione, all’interno della legge di conversione del decreto fare (dl 69/2013) dell’emendamento che reintroduce l’anticipazione alle imprese appaltatrici nel settore dei lavori pubblici. Non sarà però un obbligo, ma una facoltà, valida fino al 31 dicembre 2014.

“Ci auguriamo – continua Santoro – che possa divenire presto obbligatoria, dato che il reinserimento del 10% dell’anticipazione consente di dare ossigeno a un sistema imprenditoriale ai limiti della paralisi operativa. Nel contesto odierno, in cui aumenta il livello di selettività delle banche nell’erogare finanziamenti, aumentano i tassi e diventano sempre più onerose le condizioni per le imprese, è sempre più difficile garantire continuità nell’afflusso di credito alle piccole e medie imprese, fornendo ad esse i capitali necessari per affrontare la crisi, in vista di una auspicabile ripresa economica”.

“Visti inoltre i vincoli del patto di stabilità, la carenza di risorse delle pubbliche amministrazioni, aspetti che penalizzano in particolare le pmi, l’introduzione dell’anticipazione del 10% da certezza maggiore e semplifica l’iter burocratico. La reintroduzione è quindi “un grande intervento di sostegno in un momento drammatico per il nostro comparto – conclude il vice presidente di Aniem”.

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