Appalti pubblici: una guida europea per evitare errori e illeciti nelle procedure | Geometra.info

Appalti pubblici: una guida europea per evitare errori e illeciti nelle procedure

Dalla Commissione Europea un documento per i funzionari delle amministrazioni aggiudicatrici che offre raccomandazioni e strumenti per rendere gli appalti conformi alle norme, efficienti ed economicamente vantaggiosi

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Il 48% dei Fondi strutturali e di investimento europei (Sie) sono elargiti attraverso appalti pubblici. I dati indicano tuttavia che una parte significativa degli errori commessi nella spesa di fondi Ue è dovuta a un’errata applicazione delle norme Ue in materia di appalti pubblici.

La Commissione Europea, di concerto con la Banca europea per gli investimenti, ha pubblicato una guida per orientare i funzionari responsabili degli appalti pubblici operanti all’interno di amministrazioni aggiudicatrici e incaricati di pianificare ed effettuare l’approvvigionamento di lavori, forniture o servizi pubblici secondo la direttiva 2004/18/CE, per evitare gli errori più comuni.

La guida in formato integrale si può scaricare qui.

L’obiettivo del documento – si legge in introduzione – è quello di agevolare l’attuazione dei programmi operativi e incoraggiare l’adozione di buone prassi. Il documento non fornisce indicazioni giuridicamente vincolanti ma è finalizzato a fornire raccomandazioni generali e a illustrare le migliori prassi. I concetti, le idee e le soluzioni proposte non pregiudicano la legislazione nazionale e possono essere adeguati tenendo conto del quadro giuridico nazionale.

Il documento comprende due parti:
• gli orientamenti, suddivisi nelle sei fasi della procedura di appalto pubblico, dalla pianificazione all’esecuzione dell’appalto, che evidenziano le questioni a cui prestare attenzione e i potenziali errori da evitare, con rimandi ad uno strumento più dettagliato;
• lo strumentario, comprendente documenti di riferimento che affrontano argomenti specifici in modo più approfondito che illustrano esempi di buone prassi su cosa fare e cosa non fare nel ciclo dell’appalto.

Gli orientamenti accompagnano i funzionari responsabili degli appalti lungo le diverse fasi del processo:
1. Preparazione e pianificazione
2. Pubblicazione
3. Presentazione delle offerte e selezione degli offerenti
4. Valutazione delle offerte
5. Aggiudicazione dell’appalto
6. Esecuzione del contratto di appalto.

Alla fine di ogni sezione è inserito un elenco degli errori più frequenti con alcuni esempi di soluzione.
Ecco una sintesi degli errori più gravi e/o più comuni indicati nella guida europea.

1. Preparazione e pianificazione
• Non riconoscere la necessità di coinvolgere le parti interessate (esterne).
• Non riconoscere la necessità di coinvolgere le parti interessate (esterne).
• Presumere che il mercato possa realizzare un appalto senza essere stato preventivamente analizzato in merito.
• Conflitto di interessi non dichiarato può mettere in dubbio l’imparzialità della procedura di appalto e dar luogo a rettifiche finanziarie.
• Aggiudicazione diretta di un appalto con motivazione inadeguata della mancata pubblicazione di un bando di gara.
• Ricorso ingiustificato alla procedura negoziata eccezionale con o senza previa pubblicazione di un bando di gara.
• Criteri di selezione sproporzionati e discriminatori e criteri di aggiudicazione non correlati con l’oggetto dell’appalto.

2. Pubblicazione
• Definizione insufficiente dell’oggetto dell’appalto, che determina successive modifiche irregolari dell’appalto.
• Mancata pubblicazione nella Guue di appalti che superano le soglie e frazionamento artificioso degli appalti per ottenere che siano sotto la soglia fissata dall’UE per la pubblicazione (pratica illegale).
• Inosservanza dei termini minimi fissati per la ricezione delle offerte e delle domande di partecipazione.
• Modifiche sostanziali dei criteri di selezione e di aggiudicazione successivamente alla pubblicazione del bando di gara senza rettifica pubblicata (solo per modifiche minori).
• Confondere la fase di selezione (e i criteri di selezione) con la fase di valutazione (criteri di aggiudicazione).
• Mancata indicazione dei criteri di selezione e/o di aggiudicazione (e ponderazione) nel bando di gara o nel capitolato d’oneri oppure criteri di selezione o specifiche tecniche illegittimi e/o discriminatori.
• Condizioni nel capitolato d’oneri che possano essere interpretate come discriminatorie, particolarmente nei confronti degli offerenti di un altro paese.
• Tempistiche brevi o richieste di un pagamento di contributi elevati e sproporzionate per i fascicoli di gara, che possono essere interpretate come un ostacolo alla concorrenza.
• Mancata pubblicazione della proroga dei termini per la ricezione delle offerte o delle domande di partecipazione.
• Procedura negoziata senza motivazione.
• Selezione discriminatoria (ad esempio norme/qualifiche nazionali specificate senza ammettere norme/qualifiche “equivalenti”).

3. Presentazione delle offerte e selezione degli offerenti
• Eliminazione di candidati/offerenti con l’impiego di criteri di selezione illeciti.
• Disparità di trattamento degli offerenti.
• Accettazione di offerenti che avrebbero dovuto essere eliminati in fase di selezione.
• Modifica dei criteri di selezione dopo l’apertura delle offerte, con l’effetto dell’esclusione erronea di offerenti.
• Assenza di criteri di selezione oggettivi utilizzati per ridurre il numero di candidati.

4. Valutazione delle offerte
• Mancanza di trasparenza/parità di trattamento nel corso della valutazione.
• Modificare i criteri di aggiudicazione o il metodo di valutazione nel corso della procedura di appalto.
• Applicare il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa senza includere i dettagli di tutti i criteri (nonché la metodologia di valutazione proposta) – in ordine d’importanza – nel bando di gara, nei documenti di gara, o in entrambi.
• Negoziazione durante la procedura di aggiudicazione.
• Chiarimenti che hanno l’effetto di modificare l’offerta già presentata per quanto concerne informazioni fondamentali come i prezzi, la qualità e gli elementi del servizio.
• Non documentare completamente tutte le comunicazioni con gli offerenti.
• Rigetto di offerte anormalmente basse senza motivazione.

5. Aggiudicazione
• Mancata pubblicazione dell’avviso di aggiudicazione dell’appalto.
• Negoziazione dell’appalto.

6. Esecuzione del contratto di appalto
• Modifiche agli appalti e ricorso alla procedura negoziata per lavori complementari con un appaltatore già esistente senza pubblicazione di un bando di gara per tali lavori e servizi complementari, mancanza di ragioni di urgenza motivate da eventi imprevedibili.
• Riduzione dell’ambito dell’appalto.
• Aggiudicazione di lavori/forniture/servizi complementari che superano le soglie previste dalle pertinenti disposizioni.

 

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