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Appalti verdi per l’edilizia: dalla progettazione degli edifici alla gestione del cantiere

In Gazzetta, il Decreto contenente le indicazioni sui criteri minimi ambientali da seguire per la progettazione e la gestione del cantiere

criteriambientali
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E’ stato pubblicato il Decreto contenente le norme relative all’adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.

Come è noto, questi criteri si definiscono “minimi” poiché la finalità è quella di dare un’indicazione omogenea a tutti quegli operatori economici, che intendono dare un’adeguata risposta ad un mercato che vede la Pubblica Amministrazione sempre più in linea con obiettivi ambientali molto importanti.

Pertanto, se una stazione appaltante intende qualificare come verde una gara d’appalto, dovrà recepire obbligatoriamente le indicazioni contenute nel Piano Nazionale del Green Public Procurement (PAN-GPP).

Nello specifico, le indicazioni contenute nell’allegato I al Decreto si riferiscono agli appalti per le nuove costruzioni, per la ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione del cantiere e le indicazioni contenute consentono una notevole riduzione degli impatti ambientali, in quanto i criteri di sostenibilità si riferiscono a tutti i livelli di progettazione, da quella preliminare a quella esecutiva e definitiva.

Il piano, infatti, definisce gli obiettivi ambientali strategici di riferimento per il GPP in Italia, che vanno appunto dall’efficienza e risparmio nell’uso delle risorse, in particolare dell’energia e conseguente riduzione delle emissioni di CO2, alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose e alla riduzione quantitativa dei rifiuti prodotti.

Relativamente alla progettazione e manutenzione degli edifici, tra le specifiche tecniche dei componenti edilizi spicca l’obbligo di aumentare l’uso di materiali riciclati, aumentando, così, il recupero dei rifiuti. Il contenuto di materia prima seconda recuperata o riciclata, infatti, secondo le raccomandazioni contenute nel Decreto, deve essere pari almeno al 15 % in peso e che almeno il 50% dei componenti edilizi e degli elementi prefabbricati deve essere sottoponibile a demolizione selettiva ed riciclabile o riutilizzabile.

I componenti edilizi, inoltre, non devono contenere né sostanze ritenute dannose per lo strato di ozono, né sostanze elencate nella Candidate List o per la quali è prevista una specifica autorizzazione.

Tra i criteri specifici per i componenti edilizi, invece, le raccomandazioni riguardano la provenienza dei materiali e di prodotti in legno. Questi, infatti, devono provenire da fonti legali da boschi gestiti in maniera responsabile e/o sostenibile e/o essere costituiti da legno riciclato. In più, il contenuto di materia prima seconda recuperata o riciclata deve esser pari almeno al 30% in peso sul totale dei componenti in materia plastica utilizzati.

Non esiste alcuna raccomandazione specifica per i prodotti in metallo salvo l’acciaio per usi strutturali.

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