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Avviata la rilevazione informatica delle opere incompiute

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È stato avviato ufficialmente il Simoi, il Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute. Ad affermarlo è una nota di Itaca, l’Istituto per l’innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale. L’avvio operativo della rilevazione di tutte le opere incompiute in Italia, attraverso un’organizzazione articolata a livello statale e regionale, è stato dato con il comunicato del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 168 del 19 luglio.

In particolare le Amministrazioni pubbliche individuate in base alla classificazione Istat, di cui all’art. 1, comma 3, della legge 196/2009, per l’invio dei dati di cui al Regolamento 42/2013, sono tenute ad accedere al sito Servizio Contratti Pubblici e selezionare l’ambito di riferimento soggettivo per procedere alla compilazione ed al successivo invio dei dati. Così per quanto riguarda l’ambito statale si dovrà operare attraverso il Simoi, mentre per l’ambito regionale si dovrà far riferimento ai sistemi attivati da ciascuna Regione e Provincia autonoma.

Come ricorda la nota di Itaca, l’obiettivo è coordinare, a livello informativo e statistico, i dati sulle opere pubbliche incompiute in possesso delle stazioni appaltanti al fine di attivare uno strumento conoscitivo per individuare in modo razionale ed efficiente le soluzioni ottimali per l’utilizzo di tali opere attraverso il completamento ovvero il riutilizzo ridimensionato delle stesse, anche con diversa destinazione d’uso rispetto a quella originariamente prevista.

Una mappatura quindi puntuale delle opere incompiute, tracciata sulla base di dati e valutazioni oggettive, può creare quelle condizioni sinergiche tra Stato, Regioni ed Enti locali per riutilizzare ovvero ricollocare opere, anche infrastrutturali, altrimenti bloccate nel loro completamento e fruibilità da parte dei cittadini, eliminando così spreco di risorse pubbliche.

L’organizzazione operativa dell’anagrafe è posta dalla legge in capo al Ministero e alle Regioni, riconoscendo di fatto anche quel rapporto di leale collaborazione istituzionale instaurato da numerosi anni tra lo stesso Mit, le Regioni e Itaca, per l’operatività del Servizio Contratti Pubblici (Scp). Un modello organizzativo ed operativo sperimentato positivamente, dunque, che viene posto quale base anche per lo sviluppo dell’anagrafe delle opere incompiute.

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