Finanziaria 2009: mancano i fondi per la manutenzione delle reti stradali | Geometra.info

Finanziaria 2009: mancano i fondi per la manutenzione delle reti stradali

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Confermati i timori espressi dall’Ance sui mancati stanziamenti per l’Anas: la Finanziaria azzera il contributo in conto capitale per investimenti stradali. L’effetto stimato è «il blocco della regolare attività dell’ente con gravi conseguenze sullo sviluppo e sulla manutenzione di tutta la rete stradale».

L’allarme dell’Ance, però, va oltre l’Anas e riguarda tutte le risorse che affluiranno agli investimenti in opere pubbliche. La riduzione prodotta dalle varie manovre di finanza pubblica e dalla legge finanziaria sull’ammontare degli stanziamenti per lavori pubblici nel 2010 sarà del 7,8% in termini reali rispetto al 2009. In valori assoluti si passa dai 16.824 milioni stanziati nel 2009 ai 15.827 del 2010. Questo taglio si somma, peraltro, a quello già operato nel 2009 del 13,4 per cento. «Complessivamente – stima il documento del centro studi dell’Ance – nel 2010 le risorse per nuovi investimenti infrastrutturali subiscono una contrazione del 20% rispetto al 2008».

Sarà proprio il presidente dell’Ance ad ammettere, però, che il problema prioritario oggi non è tanto quello di trovare le risorse per i nuovi investimenti quanto accelerare la spesa dei fondi già stanziati nel corso del 2009. In particolare – afferma Buzzetti – «appare necessario accelerare l’effettivo avvio del piano delle infrastrutture prioritarie approvato dal Cipe il 26 giugno 2009». L’attenzione dell’Associazione nazionale dei costruttori va soprattutto ai quattro programmi di opere medio-piccole varati quest’anno dal Cipe per un valore complessivo di 2,4 miliardi: un miliardo all’edilizia scolastica, 200 mln per l’edilizia carceraria, 408 per l’emergenza terremoto Abruzzo e 825 per il piano straordinario di piccole e medie opere.

Su questi programmi «si stanno accumulando ritardi attuativi che rischiano di limitare gli effetti anticiclici per il settore». Rispetto allo stallo attuale è invece necessario che «sia accelerata l’effettiva realizzazione assegnando nel più breve tempo possibile le risorse previste e avviando i cantieri». Diversamente, si aggraverà la situazione di un settore che nel 2009 registrerà una caduta del 10,9% dopo il calo del 2,3% dell’anno scorso. Con gli effetti sull’occupazione che hanno cominciato a pesare dal secondo trimestre 2009, quando si sono persi 41mila posti di lavoro (-2,1%).

L’altra questione che sta a cuore alle migliaia di imprese edili operanti nel settore pubblico è il pagamento dei crediti vantati presso la pubblica amministrazione. I problemi di cassa degli enti locali e i vincoli loro imposti dal patto di stabilità interno stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese. «Le procedure di accelerazione dei pagamenti previste nel decreto legge 78/2009, seppure prevedano indicazioni di riordino delle procedure di pagamento, non sembrano offrire soluzioni per un aumento della spesa da parte della pubblica amministrazione. É necessario, invece, che il Governo preveda all’interno della legge finanziaria 2010 una modifica sostanziale che elimini tutte le distorsioni sulla componente in conto capitale della spesa determinate dalle attuali regole del patto e metta gli enti locali in condizione di realizzare gli investimenti infrastrutturali necessari».

Fonte: Ance

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