I criteri ambientali minimi per l'arredo urbano: facciamo il punto | Geometra.info

I criteri ambientali minimi per l’arredo urbano: facciamo il punto

Per fine anno, l'obiettivo è raggiungere la quota del 50% di appalti verdi sul totale degli appalti pubblici aggiudicati per la fornitura di articoli di arredo urbano

appalti verdi
image_pdf

Il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP) è di raggiungere entro l’anno 2015, la quota del 50% di appalti “verdi”, sul totale degli appalti pubblici aggiudicati per la fornitura di articoli di arredo urbano.

Per valutare la diffusione degli appalti pubblici verdi ed il relativo impatto sull’ambiente, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, in accordo con il Ministero dell’Ambiente, ha istituito e gestisce uno specifico sistema di monitoraggio, grazie al quale devono essere comunicati all’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, i dati relativi alle modalità con cui si è tenuto conto dei criteri ambientali minimi nelle gare d’appalto per questa categoria di forniture.

Ma cosa si intende per arredo urbano e per criteri minimi ambientali?
A titolo esemplificativo, per articoli di arredo urbano si intendono panchine, fioriere, porta biciclette, tavoli, attrezzature per il gioco e le strutture ludiche, pavimentazioni antitrauma, transenne, steccati, bagni chimici, contenitori per la raccolta dei rifiuti, tappeti per parchi giochi, accessori per piste ciclabili, attraversamenti pedonali, dissuasori di sosta, rallentatori di traffico.

Mentre, i criteri ambientali minimi sono le considerazioni ambientali individuate in relazione ad una o più fasi di definizione della procedura di gara che, se introdotti nella documentazione di gara, consentono di classificare come verde la fornitura o l’affidamento oggetto della gara.
L’analisi dei fabbisogni relativa a questa categoria merceologica mira a promuove l’uso e le soluzioni migliori per la riduzione dell’impatto ambientale e per una giusta applicazione non solo della normativa ambientale ma anche delle norme tecniche di riferimento.

Secondo il PAN GPP, una fornitura di articoli di arredo urbano è verde se è conforme ai criteri ambientali minimi indicati nella sezione specifiche tecniche. Tali criteri costituiscono il riferimento per le stazioni appaltanti che vogliano ottemperare a quanto previsto dal TU Ambientale.

Ma non solo, le stazioni appaltanti sono invitate ad utilizzare anche i “criteri “premianti” qualora si aggiudichino la gara all’offerta economicamente più vantaggiosa e a descrivere l’oggetto dell’appalto evidenziandone la sostenibilità ambientale in modo da segnalare la presenza di requisiti ambientali nella procedura di gara, indicando nell’oggetto dell’appalto il decreto ministeriale di approvazione dei criteri ambientali utilizzati.

Le stazioni appaltanti che introducono i criteri ambientali nelle proprie procedure d’appalto sono in linea con i principi del PAN GPP e contribuiscono a raggiungere gli obiettivi ambientali dallo stesso definiti.

Per ogni criterio ambientale è indicata una “verifica” ovvero:

– la documentazione che l’offerente o l’aggiudicatario provvisorio è tenuto a presentare per comprovare la conformità del prodotto o del servizio al requisito richiesto;

– ove esistenti, i mezzi di presunzione di conformità che la stazione appaltante può accettare al posto delle prove dirette.

Vediamo alcuni.

Indicazioni per la progettazione degli spazi ricreativi e criteri ambientali dei materiali impiegati
Gli spazi destinati a parchi gioco, dovranno essere allestiti con elementi in legno, a base di legno o composti anche da legno conformi ai criteri di cui di seguito e/o in plastica, in gomma, in miscele plastica-gomma, in miscele plastica-legno, conformi ai criteri di cui di seguito. Le piattaforme antitrauma debbono essere realizzate preferibilmente con materiali naturali derivanti da operazioni di recupero (per esempio pavimentazioni antitrauma realizzate con cippato o con corteccia). I campi da gioco debbono essere lasciati a copertura prativa. Ove, in alternativa, si intendano utilizzare i materiali sintetici per i campi da gioco o per le pavimentazioni antitrauma, gli stessi debbono essere conformi ai criteri ambientali minimi corrispondenti.

Articoli di arredo urbano in legno, a base di legno o composti anche da legno: caratteristiche della materia prima legno, gestione sostenibile delle foreste e/o presenza di riciclato
Gli articoli o gli elementi di articoli costituiti in legno o in materiale a base di legno, debbono rispettare le disposizioni previste dal Regolamento (UE) n. 995/2010 ed essere costituiti da legno riciclato e/o legno proveniente da boschi/foreste gestite in maniera sostenibile.

In particolare sono presunti conformi i prodotti in possesso:
– della certificazione rilasciata da organismi terzi indipendenti che garantiscano la “catena di custodia” in relazione alla provenienza da foreste gestite in maniera sostenibile o controllata della cellulosa impiegata quali quella del Forest Stewardship Council (FSC);

– o del Programme for Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC), puro, misto o riciclato (FSC® Recycled, FSC® Riciclato,10 PEFC® Recycled, Riciclato PEFC®11), oppure equivalenti;

– di un’asserzione ambientale auto dichiarata conforme alla norma ISO 14021 che attesti l’origine della materia prima da foreste gestite in maniera sostenibile o da fonti controllate e/o la presenza di una percentuale di legno riciclato, validata da un organismo riconosciuto;

– dell’etichetta Remade in Italy® o equivalente; o di una EPD (Environmental Product Declaration) conforme alla norma ISO 14025 riportante l’informazione richiesta dal criterio, convalidata da un organismo riconosciuto.

Articoli di arredo urbano in legno, a base di legno o composti anche da legno, caratteristiche della materia prima legno: requisiti dei conservanti e dei prodotti utilizzati nei trattamenti, anche superficiali, del legno
Il prodotto deve essere durevole e resistente agli attacchi biologici (da funghi, insetti etc.) o attraverso l’utilizzo di legname durevole al naturale, secondo la EN 350-2, o attraverso i trattamenti impregnanti e di superficie con le classi di utilizzo specificate nello standard EN 335, conformi inoltre al criterio ambientale relativo ai rivestimenti superficiali.

Articoli di arredo urbano in plastica, in gomma, in miscele plastica-gomma, in miscele plastica-legno: contenuto di materiale riciclato
Gli articoli di plastica o i semilavorati di plastica di cui sono composti, debbono essere costituiti prevalentemente in plastica riciclata, ovvero in una percentuale minima del 50% in peso rispetto al peso complessivo della plastica impiegata. Nei casi di utilizzo di semilavorati (esempio gli scivoli dei parchi gioco) che possono essere prodotti solo con la tecnologia a stampaggio rotazionale, il contenuto di plastica riciclata minimo in tali semilavorati può essere del 30%, considerato rispetto al peso complessivo del manufatto medesimo.

Gli articoli di gomma o i semilavorati di gomma di cui sono composti, devono essere costituiti prevalentemente da gomma riciclata (ovvero in una percentuale minima del 50% in peso rispetto al peso complessivo della gomma impiegata).

Gli articoli o i semilavorati che compongono l’articolo, composti da miscele plastica-legno, gomma-plastica devono essere costituiti prevalentemente da materiali provenienti da attività di recupero e riciclo.

Articoli di arredo urbano in plastica, in gomma, in miscele plastica-gomma, in miscele plastica-legno: limiti ed esclusioni di sostanze pericolose
Negli articoli e nei semilavorati di plastica, gomma, miscele plastica/gomma, plastica/legno, non possono essere utilizzati pigmenti e additivi, inclusi i ritardanti di fiamma, contenenti piombo, cadmio, cromo esavalente, mercurio, ftalati a basso peso molecolare, bifenili polibromurati (PBB), eteri di difenile polibromurati (PBDE), composti dell’arsenico, del boro, dello stagno e del rame, aziridina e poliaziridina, né possono essere utilizzate le sostanze incluse nell’elenco delle sostanze candidate di cui all’articolo 59, paragrafo 1 del Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio ovvero le sostanze identificate come estremamente preoccupanti) né le sostanze di cui all’articolo 57 del medesimo regolamento (ovvero le sostanze da includere nell’allegato XIV Elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione) iscritte nell’elenco entro la data di pubblicazione del bando di gara.

Pertanto tali sostanze non devono essere presenti nei materiali vergini utilizzati né aggiunti in fase di produzione del prodotto o di parti che costituiscono il prodotto finito. I ritardanti di fiamma devono essere chimicamente legati alla matrice.

I trattamenti/rivestimenti superficiali (es. primer, smalti, coloranti, oli, cere, fogli, laminati, film di plastica) sono ammessi solo per motivi funzionali quali assicurare la durevolezza del legno, se il legno utilizzato non è resistente al naturale e prevenirne l’ossidazione negli elementi in leghe metalliche o anche per requisiti estetici essenziali.

I prodotti vernicianti per gli esterni utilizzati nei trattamenti superficiali debbono essere muniti di etichetta Ecolabel o essere conformi almeno ai seguenti criteri:

– Criterio 3. Efficienza all’uso;

– Criterio 4. Tenore di composti volatili e semilavorati;

– Criterio 5. Restrizione delle sostanze e delle miscele pericolose.

I prodotti per trattamenti superficiali diversi dai prodotti vernicianti per esterni oltre ad essere idonei all’uso, debbono essere conformi alle seguenti caratteristiche ambientali: non devono contenere le sostanze incluse nell’elenco delle sostanze candidate di cui all’articolo 59, paragrafo 1 del Regolamento (CE) n. 1907/2006 ovvero le sostanze identificate come estremamente preoccupanti né devono contenere le sostanze di cui all’articolo 57 del medesimo regolamento, iscritte nell’elenco entro la data di pubblicazione del bando di gara.

Infine, non devono contenere additivi a base di piombo, cadmio, cromo esavalente, mercurio, arsenico, bario (escluso il solfato di bario), selenio, antimonio.

Il prodotto deve essere progettato in modo tale da permetterne il disassemblaggio al termine della vita utile, affinché le sue parti e componenti possano essere facilmente separabili e avviati ad operazioni di recupero quali la preparazione per il riutilizzo o il riciclo.

L’offerente deve fornire, inoltre, chiare indicazioni per la corretta manutenzione del prodotto e deve provvedere alle attività di manutenzione a cadenza almeno annuale e su richiesta dell’amministrazione aggiudicatrice se si rendesse necessario un intervento prima del termine previsto.

Se l’attività di manutenzione dovesse prevedere l’utilizzo di prodotti per trattamenti superficiali, i prodotti a tal scopo utilizzati, se rientranti nel gruppo di prodotti vernicianti per esterni oggetto di Ecolabel, dovranno essere in possesso dell’etichetta ecologica Ecolabel europeo mentre i prodotti per trattamenti superficiali diversi dai prodotti vernicianti per esterni oltre ad essere idonei all’uso, debbono essere conformi alle caratteristiche ambientali, determinate dalla legge.

Copyright © - Riproduzione riservata
I criteri ambientali minimi per l’arredo urbano: facciamo il punto Geometra.info