Il direttore dei lavori “estromesso” è comunque responsabile | Geometra.info

Il direttore dei lavori “estromesso” è comunque responsabile

Il direttore dei lavori è sempre tenuto a vigilare, per conto del committente, sulla corretta esecuzione dei lavori

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Il direttore dei lavori è tenuto a vigilare, per conto del committente, sulla corretta esecuzione dei lavori appaltati.

Ne consegue che, di fronte a vizi e difetti dell’opera, non può giustificarsi sostenendo di essere stato “estromesso” dall’appaltatore, in quanto ha comunque il potere-dovere di mettere il committente al corrente degli eventi.

Questo il principio affermato dal Tribunale di Perugia, con la sentenza n. 1313 del 9 giugno 2016 che ha condannato il direttore dei lavori, nella misura del 50%, al risarcimento delle spese necessarie per la rimozione dei vizi dell’opera.

Il professionista aveva provato a difendersi, sostenendo di essere stato estromesso dal controllo dei lavori da parte della ditta appaltatrice e, per questo motivo, di non essere in alcun modo responsabile delle violazioni commesse da quest’ultima.

Secondo il giudice, al contrario, tale allontanamento non è sufficiente ad escludere la responsabilità del direttore dei lavori, il quale, proprio in virtù dell’incarico ricevuto, aveva il potere-dovere di impartire la opportune disposizioni all’appaltatore, vigilarne l’adempimento e comunque riferirne in merito al committente.

Responsabilità e obblighi del direttore dei lavori

Il direttore dei lavori è titolare di un obbligazione di mezzi e non di risultato, ma ciò nonostante deve fare in modo, con tutti i mezzi a sua disposizione, che l’opera commissionata dal committente all’appaltatore sia conforme al progetto.

Quando un soggetto assume un’obbligazione di mezzi, assume un impegno a prestare la propria opera al fine di raggiungere un determinato risultato, ma non di conseguirlo.

In tema di responsabilità conseguente a vizi o difformità dell’opera appaltata il giudice del Tribunale di Perugia sostiene che, “il direttore dei lavori per conto del committente presta un’opera professionale in esecuzione di un’obbligazione di mezzi e non di risultati ma, essendo chiamato a svolgere la propria attività in situazioni involgenti l’impiego di peculiari competenze tecniche, deve utilizzare le proprie risorse intellettive ed operative per assicurare, relativamente all’opera in corso di realizzazione, il risultato che il committente – preponente si aspetta di conseguire, onde il suo comportamento deve essere valutato non con riferimento al formale concetto di diligenza, ma alla stregua della “diligentia quam in concreto”.

Pertanto – prosegue la sentenza in commento – rientrano nelle obbligazioni proprie del direttore dei lavori l’accertamento della conformità sia della progressiva realizzazione dell’opera al progetto, sia delle modalità dell’esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, nonché l’adozione di tutti i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi.
Sulla base di tali principi, più volte affermati dalla Corte di Cassazione (cfr. sentenze n. 10728/2008 e 15255/2005), “non si sottrae a responsabilità, il professionista che ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo, nonché di controllarne l’ottemperanza da parte dell’appaltatore e di riferirne al committente”.

In particolare, l’attività del direttore dei lavori per conto del committente “si concreta nell’alta sorveglianza delle opere, che, pur non richiedendo la presenza continua e giornaliera sul cantiere né il compimento di operazioni di natura elementare, comporta il controllo della realizzazione dell’opera nelle sua varie fasi e pertanto l’obbligo del professionista di verificare, attraverso periodiche visite e contatti diretti con gli organi tecnici dell’impresa, da attuarsi in relazione a ciascuna di tali fasi, se sono state osservate le regole dell’arte e la corrispondenza dei materiali impiegati” (Cass. civ. n. 10728/2008).
Quindi, non si può imputare al direttore dei lavori qualunque difetto o difformità dell’opera – cioè di non aver raggiunto il risultato – ma gli si può imputare di non aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità tecniche e connesse al ruolo per fare in modo che tale risultato potesse essere raggiunto.

Vizi da carenze progettuali

Il direttore dei lavori risponde, in solido con progettista e appaltatore, anche nel caso i vizi derivino da carenze progettuali.
In tema di contratto di appalto, il vincolo di responsabilità solidale fra l’appaltatore ed il progettista e direttore dei lavori, i cui rispettivi inadempimenti abbiano concorso in modo efficiente a produrre il danno risentito dal committente, trova fondamento nel principio di cui all’art. 2055 cod. civ., il quale, anche se dettato in tema di responsabilità extracontrattuale, si estende all’ipotesi in cui taluno degli autori del danno debba rispondere a titolo di responsabilità contrattuale“.
Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione Civile con la sentenza n.18521 del 21 settembre 2016 in merito alla responsabilità da cattiva esecuzione dei lavori.

Geometra direttore dei lavori

Il geometra che assume l’incarico di direttore dei lavori limitatamente alle opere che rientrano nel novero delle sue competenze, è responsabile anche se i difetti di realizzazione riguardino interventi diversi da quelli oggetto del suo incarico.

Questa, in breve sintesi, la decisione della Corte di Cassazione con la sentenza n. 7370 del 13 aprile 2015.

Il geometra è un professionista dell’area tecnica con competenze in ambito urbanistico edilizio. La sua figura professionale è disciplinata dal Regio Decreto 11 febbraio 1929, n. 274. In tale provvedimento è stabilito che il geometra può assumere solamente determinati incarichi. Ad esempio, gli è preclusa la progettazione di opere in cemento armato, salvo il caso di piccole costruzioni accessorie di edifici rurali ed industrie agricole (cfr. art. 16 r.d. n. 274/1929).

I contratti di progettazione e direzione lavori assunti dal geometra al di fuori delle proprie competenze sono insanabilmente nulli.

In questo contesto, dice la Corte di Cassazione, se il geometra assume un incarico di direzione lavori nell’ambito delle sue competenze e l’impresa, contestualmente, esegue opere che esulano da tale ambito, al geometra, nella sua veste di direttore dei lavori, spetta comunque un potere di vigilanza.

Si legge nella sentenza “Il direttore dei lavori, nell’accettare l’incarico, deve poter garantire al committente quanto meno una tale capacità di supervisione e di controllo anche sulla corretta esecuzione degli elementi portanti.
Qualora una tale capacità non abbia o non possa esercitare, è tenuto ad astenersi dall’accettare l’incarico o a delimitare specificamente fin dall’origine le prestazioni promesse e le sue conseguenti responsabilità, in relazione alle sue effettive competenze”.

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