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Il Piano Casa non passa l’esame alla Corte dei Conti

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La Corte dei Conti – Sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato- ha effettuato un’analisi, verificando caratteristiche, finanziamenti e loro utilizzo, aspetti gestionali e realizzazioni del “Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica”. Il Piano Casa non ha superato l’esame. Come recita il documento che accompagna l’analisi, infatti, è stato espresso un giudizio “non positivo sull’efficacia, efficienza ed economicità della spesa pubblica che è stata destinata al Programma straordinario ed al Piano casa”.

Il Programma ha sostituito il precedente che, pur essendo stato sin dall’inizio dotato di un finanziamento complessivo di euro 543.995.500, non ha avuto alcuna concreta attuazione a seguito ed in concomitanza con la previsione del Piano casa. Quest’ultimo, che è stato approvato con DPCM 16.7.2009, è invece in corso di attuazione.

Dall’analisi emerge che il Piano Casa è attualmente ancora nella sua fase iniziale e si trova indietro rispetto alla sua concreta realizzazione. Dalla sua approvazione sono state effettuate attività preliminari e propedeutiche.
Sono stati analizzati dettagliatamente finanziamenti e realizzazioni, le sei linee di intervento in cui il Piano è stato articolato (articolo 1, lettere da a) ad f), del DPCM 16.7.2009). Le suddette riguardano la costituzione di un Sistema integrato di fondi immobiliari (Sif), con la previsione di uno stanziamento massimo di 150 milioni e gli interventi di competenza degli ex IACP e dei Comuni in attuazione di parte del precedente Programma straordinario. Nel Programma sono previsti, inoltre, interventi realizzativi e di promozione della edilizia residenziale “sociale” da individuarsi con Accordi di programma tra Stato e Regioni/Province autonome con uno stanziamento di 377.885.270 euro, suddiviso anch’esso tra le Regioni/Province autonome.

Si prende atto, tuttavia, che le numerose ed impegnative attività preliminari rispetto alla realizzazione concreta degli interventi sono dei passaggi obbligati per l’Amministrazione e per il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, essendo state prescritte dalle stesse disposizioni normative che hanno disciplinato il Piano casa. I ritardi di attuazione, pertanto, non sono stati attribuiti all’Amministrazione.

C.C.

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