Ponte di Messina: il Cipe dà il via libera | Geometra.info

Ponte di Messina: il Cipe dà il via libera

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Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli ha annunciato che il Cipe ha dato il via libera per far partire la maxi opera. Dunque si attende il 23 dicembre per l’inizio dei lavori.

“Abbiamo autorizzato – ha detto il ministro alla conferenza stampa – la quota di 1.300 milioni per avviare il progetto”. Questo stanziamento è stato deciso in sostituzione dei fondi ex Fintecna, in precedenza destinati al Ponte e, in seguito alla decisione del Governo Prodi di accantonare l’opera, versati al bilancio dello Stato per altri interventi infrastrutturali in Calabria e Sicilia.

Matteoli ha poi sottolineato che il governo sta “onorando gli impegni assunti nel programma presentato agli elettori. Per l’esecutivo il Ponte è un’opera prioritaria che rappresenterà per il Sud e non solo un veicolo di sviluppo e di crescita. Siamo e restiamo dell’idea che il manufatto faciliterà a cascata la realizzazione delle altre indispensabili opere infrastrutturali per modernizzare la Sicilia e la Calabria” dichiara il ministro. “Comprendo – aggiunge – le critiche di quanti sono legittimamente contrari al manufatto ma auspico che le fondino su dati credibili e non sulla facile demagogia. Confermo che il Ponte si realizza in gran parte con capitali privati attraverso il project financing, un sistema di partenariato pubblico-privato che questo governo ha valorizzato per realizzare altre grandi opere attese da decenni e per le quali il concorso dei privati supera gli otto miliardi di euro”.

Per quanto riguarda la tabella di marcia, l’apertura dei primi cantieri per le opere propedeutiche avverrà a fine 2009 mentre l’apertura al traffico il primo gennaio del 2017. Il progetto preliminare, approvato il 1° agosto 2003 dal Cipe, comprende l’opera di attraversamento e i raccordi stradali e ferroviari in Calabria e Sicilia. In particolare prevede il ponte sospeso a campata unica con una lunghezza pari a 3.300 metri, che rappresenta la luce centrale più lunga del mondo; l’impalcato largo 60,4 metri con 6 corsie stradali e 2 binari che consentono una portata di circa 6.000 veicoli all’ora e 200 treni al giorno; e poi l’altezza delle due torri fissata a 382,60 metri che consente un franco navigabile minimo di 65 metri di altezza e il sistema di sospensione del ponte assicurato da due coppie di cavi di acciaio, ciascuno del diametro di 1,24 metri e con una lunghezza totale tra gli ancoraggi pari a 5.300 metri.

Soddisfatto il presidente dell’Anas e commissario per il Ponte sullo Stretto, Pietro Ciucci, secondo cui la decisione del Cipe è “un passo molto importante” sulla strada della realizzazione dell’opera. Il Comitato “ha preso atto dell’attività svolta dal commissario che, in 60 giorni, ha riguardato la ridefinizione del contratto con il general contractor Eurolink e con il project management consultant e l’aggiornamento del piano finanziario. Era importante – ha sottolineato Ciucci – che il Cipe prendesse atto di questo. Ora la macchina è in moto e ben avviata e siamo in piena fase di progettazione esecutiva”.

Esprime soddisfazione anche il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo: “Il Cipe oggi ha dato un segnale importante di attenzione ai problemi della Sicilia e del Mezzogiorno. Con il miliardo di euro assegnato al ministero dell’Ambiente, infatti, sarà possibile mettere in sicurezza molte aree siciliane soggette a rischio idrogeologico, a partire da quelle di Messina-Giampilieri”. Le somme destinate al ministero dell’Ambiente provengono per una quota del 90% dai fondi Fas, che devono essere utilizzati, secondo la legge, all’85% nelle regioni in ritardo di sviluppo.

Da parte dell’opposizione, per il parlamentare del Pd Ermete Realacci, il via libera “è l’ennesima conferma che gli unici soldi disponibili per il ponte sullo Stretto sono pubblici” rimarca, contestando le dichiarazioni fatte il 29 ottobre scorso dal ministro Matteoli quando aveva affermato che alle casse dello Stato il Ponte non costa un euro. A parte i lavori a terra, infatti – aveva detto l’esponente del Pdl – l’opera è costruita attraverso il project financing.

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