Scuole: il 46% degli edifici è ancora a rischio terremoti | Geometra.info

Scuole: il 46% degli edifici è ancora a rischio terremoti

wpid-3537_scuola.jpg
image_pdf

L’anagrafe dell’edilizia scolastica venne creata nel lontano 1996, ma il censimento per 40 mila edifici ancora fatica a vedere la luce. “Tutta colpa delle regioni”, è l’accusa del governo giunta nel corso del X incontro finanziario dell’Autonomia Locale, dedicato agli investimenti nella sicurezza delle scuole e degli ospedali pubblici, tenutosi a Roma nei giorni scorsi.

Il completamento dell’anagrafe da parte del ministero dell’Istruzione consentirebbe di avere la fotografia della sicurezza di ogni istituto e una mappa nazionale per gli interventi necessari per la messa a norma degli edifici scolastici. Un’esigenza a stringere i tempi soprattutto dopo il via libera del Cipe, il 6 marzo, allo stanziamento di 1 miliardo di euro da favore dell’edilizia scolastica. Una delibera che impegna il ministero di viale Trastevere a programmare con le regioni nuovi interventi o qualificazioni dando priorità alla sicurezza delle strutture. Ma «il tavolo tecnico istituito ad aprile procede con lentezza per i ritardi delle regioni. Tuttavia ho intenzione di spendere questi fondi», afferma il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Mario Mantovani, che sottolinea la disponibilità dei comuni dell’Anci e delle province dell’Upi a collaborare per stabilire una graduatoria delle scuole.

«Chiederò ai provveditori alle opere pubbliche», prosegue, «di stralciare per i primi interventi il 50% dei milioni rimasti, sperando che le regioni non ci impugnino i provvedimenti. Altrimenti andremo alla Corte». Entro giugno, infatti, gli enti locali, in base all’intesa del 29 gennaio 2009 in Conferenza unificata, avrebbero dovuto trasmettere al ministero i dati non strutturali delle scuole in vista di un censimento completo e organico dell’edilizia scolastica che completi l’anagrafe.

Ma la task force di 500 tecnici ha analizzato solo il 45% delle scuole pubbliche, con forti le differenze tra le regioni. Il Piemonte è fermo al 5%, l’Emilia Romagna al 35%. Sono 68 le scuole a oggi risultate parzialmente inagibili e 64 inagibili del tutto. «Nei prossimi giorni», annuncia Mario Di Costanzo, responsabile edilizia scolastica e sicurezza del Miur, «produrremo un documento di sintesi», che però, a quanto risulta a ItaliaOggi, sarà aggiornato solo a gennaio 2009. Eppure l’attesa dell’anagrafe dura ormai da 13 anni, da quando la legge 23/1996 (art.7) la istituì, stanziando subito 20 miliardi di lire per il 1995 e 200 milioni annui a decorrere dall’anno successivo. Uno strumento quindi finanziato, ma rimasto disatteso. Nonostante la conclusione dell’intera procedura di acquisizione delle informazioni necessarie fosse prevista alla fine del 2005.

Una mancanza particolarmente grave per le scuole in zone a rischio terremoti, frane o alluvioni. Secondo un recente studio del Cresme, il centro di ricerche economiche del settore costruzioni, sul rischio sismico e idrogeologico per scuole e ospedali, il 46% delle scuole, 20.865, sono in aree a elevato rischio di terremoti, 28 milioni di mq frequentati da quasi 4,5 milioni di persone, tra studenti e addetti. Napoli è la provincia con più unità a rischio sisma (89%) e frane e alluvioni (361 scuole).

Seguita, per il pericolo terremoti, da Cosenza e Catania, per il rischio idrogeologico da Torino e Roma. Sono invece circa 3.458 le scuole esposte a frane e alluvioni. Oltre 5 milioni di mq e circa 100mila addetti. c’è poi la conservazione delle strutture scolastiche. Il 60% del patrimonio edilizio, infatti, è costruito prima del 1971, quando la normativa antisismica (legge n.64/1974) non era in vigore. «Sono informazioni disponibili nei dati di Istat, Protezione Civile e ministero dell’Ambiente, ma finora nessuno le aveva mai incrociate», spiega Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme.

Fonte: Ance

Copyright © - Riproduzione riservata
Scuole: il 46% degli edifici è ancora a rischio terremoti Geometra.info