Smottamento in cantiere: le disposizioni del committente esonerano l’appaltatore da responsabilità? | Geometra.info

Smottamento in cantiere: le disposizioni del committente esonerano l’appaltatore da responsabilità?

Per rispondere occorre verificare le modalità operative con le quali vengono eseguiti i lavori

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La vicenda nasce a seguito di uno smottamento avvenuto all’interno di un cantiere nato per la realizzazione di box interrati. La vicenda giudiziaria che ne segue nasce tra l’impresa alla quale era stata appaltata la realizzazione di box interrati ed il subappaltatore incaricato di eseguire le opere di scavo.

A causa dell’episodio, l’appaltatore si rifiuta di pagare al subappaltatore il compenso pattuito, affermando che l’evento non era dipeso da una sua condotta colposa.

Di contro, il subappaltatore sostiene di aver più volte segnalato la pericolosità dei lavori richiesti e di aver eseguito i lavori sotto la stretta direzione del capo cantiere dell’appaltatore, che lo avrebbe privato di qualsiasi potere organizzativo e decisionale.

La sentenza del Tribunale di Milano, 21 marzo 2017, n. 3257 (scarica gratis il testo) segue un consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui la responsabilità dell’appaltatore non può essere esclusa per il solo fatto che le operazioni, fonte di danno, siano estranee all’oggetto dell’appalto ed eseguite su ordine diretto di un dipendente del committente. Ciò anche in considerazione del fatto la diligenza dell’appaltatore ha rilievo anche se egli si attiene alle previsioni di un progetto altrui.

Pertanto, se è il committente a predisporre il progetto e a fornire indicazioni per la sua realizzazione, l’appaltatore, eseguendo fedelmente il progetto e le indicazioni ricevute, risponde dei vizi dell’opera se non ne segnali eventuali carenze ed errori, il cui controllo e correzione rientra nella sua prestazione, mentre è esente da responsabilità se il committente, pur a conoscenza delle carenze progettuali, richieda di dare egualmente esecuzione al progetto, privando così l’appaltatore di ogni potere decisionale.

È necessario che l’appaltatore si “dissoci” e poiché il principio vale anche in materia di subappalto, è emerso che anche il subappaltatore, in fondo, non sia esente da responsabilità, visto che l’aver ricevuto indicazioni dal capo cantiere dell’appaltatore non esclude una sua responsabilità per le errate metodologie esecutive adottate.

In particolare, non risulta che il subappaltatore abbia accettato con riserva il progetto lacunoso del committente principale e, soprattutto, che abbia predisposto, da parte sua, un adeguato progetto di consolidamento dello scavo.

In definitiva, lo smottamento è conseguenza delle condotte di entrambe le parti, posto che la procedura operativa è stata, di fatto, approvata dalle parti, sicché la (comprovata) interlocuzione circa le modalità operative costituisce in colpa entrambe le parti.

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