Trasparenza e pubblicità sono i nuovi cardini della Riforma appalti | Geometra.info

Trasparenza e pubblicità sono i nuovi cardini della Riforma appalti

In materia di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara, l’art. 1 della legge delega di gennaio 2016 dedica numerosi punti. Vediamoli insieme

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Tra i principi e i criteri direttivi cui dovrà attenersi il Governo, nel dare attuazione alla legge delega che lo chiama a implementare in Italia le direttive UE 2014/23, 2014/24 e 2014/25, trovano ampio spazio e particolare enfasi la trasparenza, la pubblicità e la necessità di dare compiuta tracciabilità alle procedure di gara.

Tali principi rappresentano gli aspetti cardine sia della normativa comunitaria sia della giurisprudenza della corte di Giustizia europea.
La delega che il Governo è chiamato a spendere, entro il 18 aprile 2016, lo porterà ad armonizzare le disposizioni in materia di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi a questa prodromiche e successive, in particolare allo scopo di concorrere alla lotta alla corruzione, evitare i conflitti d’interesse e favorire la trasparenza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione.

Tali obiettivi vengono specificati all’art. 1, lett. q) della legge delega e prevedono:
al numero 1: che vengano espressamente individuati quei casi in cui, eccezionalmente, è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza pubblicare in precedenza un bando di gara;
al numero 2: che siano disciplinate le suddette procedure di gara, nonché le relative fasi e la durata, sia tramite l’unificazione delle banche dati esistenti in tale ambito presso ANAC, sia definendo idonee misure (quali, ad es., la previsione di poteri di vigilanza e controllo sull’applicazione delle norme in materia di appalti pubblici e di contratti di concessione, con particolare riguardo alla fase di esecuzione della prestazione, finalizzati ad evitare la corruzione e i conflitti d’interesse ed a favorire la trasparenza, e la promozione della digitalizzazione delle procedure stesse, in funzione della loro tracciabilità);
al numero 3: che venga assicurata la trasparenza degli atti ed il rispetto della regolarità contributiva, fiscale e patrimoniale dell’impresa appaltatrice;
al numero 4: che venga obbligatoriamente previsto l’utilizzo di conti dedicati da parte delle imprese aggiudicatrici di appalti pubblici, tramite i quali regolare tutti i flussi finanziari dei pagamenti nei confronti di tutti i prestatori d’opera e di lavoro e nei confronti di tutte le imprese che entrano a vario titolo in rapporto con l’impresa aggiudicatrice in connessione agli appalti aggiudicati;
al numero 5: che venga previsto un sistema amministrativo, regolato sotto la direzione dell’ANAC, di penalità e premialità per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici e di servizi, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi e uno specifico regime sanzionatorio nei casi di omessa o tardiva denuncia;
al numero 6: che venga garantita la piena accessibilità e la trasparenza degli atti progettuali, anche in via telematica, allo scopo di permettere una adeguata ponderazione dell’offerta da parte dei concorrenti.

Oltre questo, è previsto che con le disposizioni delegate dovrà essere fornita una definizione dei requisiti di capacità economico-finanziaria, tecnica (ivi compresa quella organizzativa) e professionale, relativi e proporzionati all’oggetto dell’appalto, che gli operatori economici sono tenuti a possedere per prendere parte alle procedure di gara, tenendo presente l’interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti, proprio nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione, nonché a favorire l’accesso da parte delle micro, piccole e medie imprese.

La legge delega inoltre prevede che il Governo riscriva la disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da consentire l’utilizzo di strumenti di pubblicità di tipo informatico e che definisca gli indirizzi generali da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con l’ANAC, al fine di garantire adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilità prevedendo, in ogni caso, la pubblicazione su un’unica piattaforma digitale tenuta da ANAC di tutti i bandi di gara.

Un ulteriore aspetto degno di nota all’interno della legge delega riguarda il richiamo al contenimento dei tempi e la necessità di addivenire ad una piena verificabilità dei flussi finanziari anche attraverso la previsione dell’obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare nel proprio sito internet il resoconto finanziario al termine dell’esecuzione del contratto, nonché attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti, con possibilità – a seconda del grado di qualificazione conseguito – di gestire contratti di maggiore complessità, salvaguardando l’esigenza di garantire la suddivisione in lotti nel rispetto della normativa dell’Unione europea. La disposizione appena richiamata, nell’enucleare il principio generale cui deve attenersi il Governo, fa al contempo salvo l’obbligo, per i comuni non capoluogo di provincia, di ricorrere a forme di aggregazione o centralizzazione delle committenze, a livello di unione dei comuni, ove esistenti, o ricorrendo ad altro soggetto aggregatore secondo la normativa vigente.

Inoltre, è forte il richiamo al principio che chiede al Governo di stabilire la necessità che le stazioni appaltanti utilizzino – per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione – il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, seguendo un approccio costo/efficacia, dove il costo si riferisce all’intero ciclo di vita e include il «miglior rapporto qualità/prezzo». La valutazione dovrà essere effettuata sulla base di criteri oggettivi fondati sugli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all’oggetto dell’appalto pubblico o del contratto di concessione.

A questi aspetti se ne sommano altri, utili a delineare la centralità che il concetto di trasparenza viene ad assumere nel futuro assetto delle regole in materia di appalti e concessioni. I principi di trasparenza e pubblicità dovranno essere tenuti in ampia considerazione dal Governo, nella scrittura dei decreti delegati, anche nei seguenti ambiti:
– della previsione di una disciplina applicabile ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria e di una disciplina per l’esecuzione di lavori, servizi e forniture in economia ispirate a criteri di massima semplificazione e rapidità dei procedimenti;
– dell’indicazione, in materia di affidamento dei contratti nei settori speciali, delle disposizioni ad essi applicabili;
– del riordino e della semplificazione della normativa specifica in materia di contratti relativi a beni culturali;
– delle procedure per gli appalti pubblici e i contratti di concessione sotto la soglia di rilevanza comunitaria;
– della razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
– della revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici;
– degli appalti pubblici e dei contratti di concessione tra enti nell’ambito del settore pubblico, cosiddetti affidamenti in house.

Il Governo sarà infine chiamato ad individuare, in punto di procedure di affidamento, quelle modalità per garantire i livelli minimi di concorrenzialità, trasparenza, rotazione e parità di trattamento richiesti dalla normativa europea anche attraverso la sperimentazione di procedure e sistemi informatici già adoperati per aste telematiche.

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