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Un modello elettronico per la ricostruzione in Emilia-Romagna

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Le pratiche per la ricostruzione in Emilia Romagna viaggiano in rete. È stato avviato il Mude (Modello Unico Digitale per l’Edilizia), il sistema informativo attraverso il quale i professionisti potranno espletare tutte le pratiche edilizie necessarie per gli interventi e per i contributi ai lavori. Lo ha annunciato Vasco Errani, Commissario delegato per la Ricostruzione in accordo con l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

In prima battuta il sistema sarà utilizzato per le domande di contributo ai lavori di riparazione degli immobili che hanno registrato inagibilità temporanea o parziale (di norma B e C da classificazione Aedes). Nella pratica, da un lato i professionisti potranno predisporre e inoltrare tutta la documentazione per via telematica, dall’altro i Comuni potranno interagire con gli stessi professionisti, le banche e la struttura Commissariale. Quest’ultima, in particolare, potrà monitorare tutto il processo dei lavori e relazionarsi costantemente con tutti gli attori coinvolti nel processo. Inoltre il Mude offrirà un notevole supporto al Gruppo interforze ricostruzione Emilia-Romagna (Girer), che ha il compito di prevenire e contrastare la criminalità organizzata nelle aree del territorio emiliano-romagnolo colpite dal terremoto.

Già operativa, la piattaforma è una versione “personalizzata” sulle esigenze dell’Emilia Romagna del Mude Piemonte, già funzionante da un anno circa per procedimenti edilizi, e realizzata grazie al contributo tecnico di Csi Piemonte, sulla base degli accordi di cooperazione fissati tra Emilia-Romagna, Piemonte e Umbria nel 2011.

 

V.R.

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