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Varato il DDL anticorruzione

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PIANO NAZIONALE E OSSERVATORIO REATI

Il disegno di legge approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri é titolato ”Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”. Il provvedimento punta principalmente su due ”paletti”: il piano anticorruzione e l’Osservatorio reati.

Il Piano nazionale anticorruzione – Attua una delle previsioni di cui all’articolo 5 della Convenzione ONU contro la corruzione e viene predisposto e coordinato dal Dipartimento della Funzione pubblica, quale Autorità nazionale anticorruzione. Esso prevede che le Amministrazioni pubbliche debbano: valutare e ‘mappare’ il livello di corruzione dei diversi uffici; definire misure idonee a presidiare il rischio corruzione e prevenire le potenziali minacce all’integrità del sistema (ad esempio, con la rotazione dei dipendenti nelle posizioni piu’ esposte al rischio corruzione); integrare i programmi di formazione continua con azioni informative dedicate. Il Piano nazionale verrà aggiornato dalla Rete nazionale anticorruzione, formata dai referenti individuati dalle diverse Amministrazioni, che proporrà al Governo eventuali interventi normativi correttivi.

Misure sulla trasparenza – Incidono su tre dei settori maggiormente a rischio (appalti, contributi, assunzioni) ed esaltano il ruolo della risorsa tecnologica, al fine di alimentare controllo diffuso da parte dei cittadini. Le Amministrazioni pubbliche dovranno assicurare la trasparenza come livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili, con particolare riferimento ai procedimenti di: autorizzazione o concessione; scelta del contraente per l’affidamento dei lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta; concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari; concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale e progressioni di carriera.

Le Amministrazioni pubbliche dovranno anche provvedere al monitoraggio periodico del rispetto dei tempi procedimentali, anche al fine di evidenziare eventuali anomalie. La mancata o incompleta pubblicazione di queste informazioni sarà una violazione degli standard qualitativi ed economici e sarà oggetto di responsabilità dirigenziale.

Per quanto riguarda la trasparenza negli appalti pubblici, l’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici dovrà inoltre pubblicare nelle proprie banche dati le informazioni che – in maniera completa e tempestiva – le verranno comunicati dalle singole stazioni appaltanti su ciascun contratto: bandi e avvisi di gara, aggiudicatari ed elenco dei partecipanti, inizio dell’esecuzione del contratto, sospensioni e varianti, imprese subappaltanti, durata e importi finali del contratto, dati sul contenzioso e relativo esito (compresi gli eventuali arbitrati).

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