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Antichi strumenti usati in cartografia e catasto

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Un viaggio affascinante alla scoperta dei diversi saperi, professionalità e competenze dell’Agenzia del Territorio attraverso una narrazione che ripercorre le tappe della storia della cartografia e di quell’insieme di conoscenze scientifiche, tecniche e artistiche a essa connesse che hanno accompagnato, e anche spesso stimolato, l’evoluzione economica e il progresso tecnologico delle società umane. Si tratta di “Un tesoro ritrovato”, l’esposizione promossa dall’Agenzia del Territorio che si terrà a Palazzo Litta, a Milano, dall’8 giugno al 18 luglio sarà inaugurata stasera alle 19 alla presenza del ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli.

“La mostra -spiega il direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno- nasce a Roma, dove è stata allestita al Vittoriano nell’autunno del 2009. Ha avuto un grande successo e ora la portiamo a Milano, integrandola però – precisa il direttore dell’Agenzia del Territorio – con pezzi dell’Archivio di Stato di Milano, in modo da valorizzare il territorio milanese”. Gabriella Alemanno sottolinea inoltre che l’esposizione “è un modo per mostrarsi ai cittadini in maniera diversa e per invitarli a vivere il territorio in maniera più diretta e partecipe”.

La mostra, a ingresso gratuito, si articola in quattro sezioni, cui si aggiunge una sezione introduttiva a contenuto storico in cui vengono esposti alcuni antichi strumenti usati in cartografia. Tra questi spicca la groma, uno strumento utilizzato dagli antichi Romani per tracciare sul terreno allineamenti ortogonali e che è costituito da un sostegno in ferro con due aste sovrapposte a croce fra loro, dalle cui estremità pendono quattro fili piombati. Le altre quattro sezioni sono dedicate, rispettivamente, ai catasti del XVIII e del XIX secolo, alle attività di formazione del Catasto tra il 1886 e la prima metà del Novecento, ai tentativi di conservazione degli archivi del Catasto, e al processo di aggiornamento catastale.

“L’idea dell’esposizione – spiega la Alemanno – nasce dall’aver trovato all’interno degli uffici dell’Agenzia del Territorio tutta una serie di mappe, cabrei, atlanti e strumenti di misurazione, abbiamo quindi deciso di metterli a sistema per sviluppare questo patrimonio che fa parte dell’Agenzia del Territorio e che non era mai stato messo in evidenza attraverso un percorso museale”.

“La nostra volontà – continua il direttore dell’Agenzia del Territorio – è quella di far conoscere al grande pubblico questo ‘tesoro nascosto’ che fa parte di un patrimonio di saperi di tutti i dipendenti della Agenzia e dare così la possibilità di far conoscere il passato, ma anche di mettere in evidenza tutte le altre tecnologie che abbiamo realizzato nel presente”.

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