Case fantasma: si rafforza l'alleanza con i Comuni | Geometra.info

Case fantasma: si rafforza l’alleanza con i Comuni

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Un ulteriore incentivo alla lotta all’evasione, in particolare nell’individuazione delle cosiddette “case fantasma”, è stato individuato dall’Agenzia delle Entrate con l’entrata in vigore del provvedimento che individua i sindaci come nuovi “alleati” nella lotta all’evasione.

Come si legge nel provvedimento, “i Comuni partecipano all’accertamento fiscale e contributivo nell’ambito dell’ordinario contesto operativo di svolgimento delle proprie attività istituzionali, fornendo informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi statali e dei contributi previdenziali e assistenziali attraverso segnalazioni qualificate”. L’Agenzia delle Entrate ha fornito una mappa delle segnalazioni, che di volta in volta verranno inviate a organismi di competenza quali l’Agenzia del Territorio, la Guardia di Finanza e l’INPS.

L’allargamento della collaborazione con i Comuni è la principale novità rispetto all’intesa raggiunta lo scorso 2 febbraio sulla lotta all’evasione.

Il provvedimento copre molti ambiti operativi, in coerenza con quelli già definiti dal provvedimento di dicembre 2007: commercio e professioni, urbanistica e territorio, proprietà edilizia e patrimonio immobiliare, residenze fiscali all’estero e beni indicanti capacità contributiva.

Si aggiungono a questi, pertanto, ulteriori ambiti di evasione, tra i quali spicca l’impegno a individuare i fabbricati fantasma, ovvero non dichiarati al catasto.

Particolare accento viene messo su chi evade dal pagamento della tassa rifiuti, come “spia” per individuare eventuali locazioni abusive: se le notifiche di mancato pagamento, infatti, sono indirizzate a chi non dichiara il possesso di un immobile, e non esiste un contratto d’affitto registrato, la frode fiscale è sicura. I sindaci possono fornire questi dati all’Agenzia delle Entrate, ed essa con un semplice controllo incrociato può risalire agli evasori.

Nel presentare il provvedimento Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha dichiarato che “i Comuni hanno dimostrato di saper effettuare indagini in grado di scovare fenomeni evasivi o addirittura fraudolenti alcune volte non facilmente individuabili dalle nostre strutture grazie alla loro conoscenza del territorio”. Al momento l’accordo è attivo solo in Emilia-Romagna, dove il provvedimento sta ottenendo ottimi risultati.

Per ottenere la collaborazione massima, il Fisco indica la necessità di condivisione delle banche dati. In merito alle modalità di accesso alle banche dati dell’Amministrazione finanziaria e dell’Inps, e riguardo alla trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti residenti nei Comuni, si stabilisce che vengano regolate da specifiche convenzioni di cooperazione informatica.

Come già annunciato con il provvedimento del 2 febbraio, la “ricompensa” per i Comuni che agiranno in questo modo prevede che fino al 2014 il ricavato dalla lotta all’evasione venga interamente destinato alle casse del comune, mentre dopo il 2014 la quota sarà divisa a metà tra comune ed Agenzia delle Entrate.

V.R.

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