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Catasto: e’ in arrivo la riforma

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Il Governo assicura: “la riforma degli estimi catastali sarà a costo zero e non servirà a fare cassa, ma punterà a ridurre le iniquità oggi esistenti nella determinazione della base imponibile, consentendo anche una riduzione delle aliquote”.

A delineare i contenuti della riforma è una nota pubblicata la settimana scorsa sul sito web del ministero dell’Economia, che illustra la Manovra Salva Italia. come si apprende dal documento, l’adeguamento dei valori immobiliari è finalizzato a ridurre l’attuale incongruità tra rendite catastali e valori di mercato degli immobili. 

Infatti le rendite catastali, spiega l’esecutivo, da ultimo rivalutate nel 1990 con riferimento al biennio 1988-89, si collocano in media in un rapporto di 1 a 3,7 rispetto ai valori di mercato, in base alle ultime stime dell’Agenzia del Territorio e del Dipartimento delle Finanze.

Per conseguire una perequazione effettiva tra i diversi territori urbani e assicurare maggiore equità nella determinazione delle basi imponibili catastali è previstala revisione complessiva del sistema estimativo del catasto edilizio urbano, un’operazione poderosa che sarà tempestivamente avviata emanando, contestualmente alla manovra, una legge di delega per la riforma del catasto edilizio urbano.

Il disegno di riforma proposto dal Governo è dunque imperniato sui seguenti elementi: la costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione; la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie.

E, ancora, il superamento, per abitazioni e uffici, del “vano” come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la “superficie” espressa in metri quadrati; la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali.

Questo è quanto prospettato dal Governo che incontra le forti perplessità dal presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, che ha dichiarato: “Per eliminare le sperequazioni catastali, basta applicare l’attuale legge, non c’è bisogno di introdurre nel Catasto il principio di tassare permanentemente le unità immobiliari per quel che valgono, invece che per quel che rendono”.

Secondo il presidente della Confederazione italiana proprietà edilizia, la linea dell’attuale Governo di arrivare all’impianto di un Catasto prevalentemente patrimoniale, non è nuova. Ci pensò l’ex ministro Visco ma il progetto naufragò e ora si ritenta, “ancora una volta capovolgendo i principi ispiratori dell’attuale legge catastale, che prevede un Catasto di redditi”.

“La scelta fondamentale è sempre una e una sola – continua Sforza Fogliani -. Va tassato il reddito o il valore? Il Governo attuale è evidentemente su quest’ultima strada, pur in una situazione di mercato nella quale non vi è coerenza tra reddito e valore delle singole case. Il rischio, così, è che si pongano le basi per una ‘patrimoniale delle famiglie’ e che si avvalli l’incivile principio che un immobile venga colpito oltre il reddito che produce e, quindi, a prescindere dalla capacità contributiva del suo proprietario”.

O.O.

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