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Catasto: il Coordinamento incontra le Entrate, ma le opinioni sono divergenti

Nell'incontro tra l'Agenzia delle entrate e il coordinamento di associazioni per il catasto molti le divergenze, dal trattamento degli immobili storico-artistici all'invarianza di gettito

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Il 23 gennaio 2015 si è svolto a Roma un incontro tra l’Agenzia delle entrate – territorio e il Coordinamento nazionale interassociativo sul catasto, costituito da: Abi, Ance, Ania, Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confindustria e Fiaip. Gabriella Alemanno, vicedirettore delle Entrate, ha illustrato le linee guida dell’attuazione della riforma del catasto, mentre gli aspetti tecnici dell’operazione sono stati trattati da Gianni Guerrieri.

L’Agenzia ha confermato che gli anni che saranno presi a riferimento ai fini della determinazione di valori e rendite degli immobili saranno il 2012, il 2013 e il 2014 e che le aste giudiziarie saranno considerate ai fini della determinazione del valore degli immobili, così come del resto fa già l’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia. E’ stato confermato, anche, che l’orizzonte temporale della riforma è quinquennale.

Come illustra un nota del coordinamento, si è avuto un acceso confronto in merito alla norma in tema di invarianza di gettito: per l’Agenzia è da valutarsi negli effetti su scala nazionale e non su scala comunale, rendendola quindi controllabile, come la Confedilizia interpreta invece il disposto della legge delega.

La divergenza di opinione è altrettanto forte sulla possibilità di modificare gli ambiti territoriali dell’Omi, sulla base di criteri che il Coordinamento reputa imprecisi. Per gli immobili storico-artistici gli esponenti dell’Agenzia del territorio hanno riferito che i castelli saranno inquadrati in uno speciale Gruppo catastale mentre la posizione dei palazzi storici sarà singolarmente esaminata per inquadrare gli stessi, in ragione della prevalenza dell’aspetto abitativo o monumentale, nell’anzidetto Gruppo o in quello degli immobili ordinari.

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“L’incontro è stato abbastanza deludente e particolarmente preoccupante in ispecie relativamente al trattamento degli immobili storico-artistici”, ha dichiarato Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia. “Comunque, speriamo in miglioramenti anche con il concorso dell’Ufficio legislativo del ministero delle Finanze, che ha attualmente all’esame il provvedimento, per il quale contiamo su una approfondita valutazione anche da parte del Consiglio dei ministri, che lo esaminerà nella seconda metà di febbraio e, comunque, delle Commissioni finanze di Senato e Camera. Nel fissare valori e rendite non si può infatti prescindere dall’attuale smodata pressione fiscale”.

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