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Dalle superfici terrestri a quelle spaziali

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Un razzo Atlas, senza equipaggio, è stato lanciato giovedì u.s. dall’Air Force Station di Cape Canaveral, dotato di un paio di sonde che avranno il compito di studiare il suolo lunare e cercare eventuali tracce d’acqua.

L’orbiter Lro fa parte del nuovo programma della Nasa, mirato a far tornare l’uomo sulla luna entro il 2020. L’orbiter è stato attrezzato per studiare il suolo lunare in maniera particolarmente dettagliata, dedicando speciale attenzione alle regioni polari, relativamente inesplorate.

“La nostra conoscenza del complesso del suolo lunare è piuttosto scarsa”, ha detto Craig Tooley, il manager che ha progettato l’Lro. “Abbiamo mappe decisamente migliori per quanto riguarda Marte”.

{GALLERY}L’Lro è dotato di diversi strumenti scientifici, tra i quali numerose telecamere, segnalatori ad infrarossi e un altimetro laser per misurare la topografia della zona. Il satellite è equipaggiato anche con un telescopio attrezzato con pelle umana sintetica, che consentirà di verificare come le radiazioni possano danneggiare la salute degli esseri umani.

Gli scienziati hanno individuato ben 50 potenziali punti di atterraggio, che saranno ripresi dalle telecamere di precisione dell’Lro, in grado di vedere oggetti anche grandi solo 50 centimetri. L’orbiter, curiosamente, è incaricato di cercare anche l’equipaggiamento rimasto sul suolo lunare durante le missioni dell’Apollo del 1969-72.

I mezzi spaziali, Orbiter e Lcross sono stati lanciati tramite un razzo a due stadi, che secondo i progetti della Nasa, dovrà cozzare nel mese di ottobre su uno dei poli della Luna, bucando un cratere.

Il materiale espulso dall’impatto sarà esaminato dalla sonda Lcross per verificare la presenza di ghiaccio. L’Orbiter invece dovrà produrre una mappa topografica dettagliata del satellite.

Fonte: Nasa

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