Il Catasto Terreni in sintesi: rilievi, aggiornamento, Pregeo | Geometra.info

Il Catasto Terreni in sintesi: rilievi, aggiornamento, Pregeo

Dall'elaborazione dei rilievi all'aggiornamento catastale, da Pregeo alla mappa degli atti, una sintesi panoramica degli aspetti principali del Catasto Terreni

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Il Catasto dei Terreni censisce i terreni di un determinato territorio, con fine fiscale. Istituito con la Legge fondamentale nel 1886 e anticamente detto anche Censo, ha carattere probatorio, per cui non fa fede sullo stato giuridico di possesso dei beni.
Il Catasto dei Terreni viene definito geometrico, perché si basa su rilievi topografici dei terreni che vengono rappresentati in planimetrie in scala, particellare, uniforme nei criteri sull’intero territorio e fondato sulla misura e sulla stima.
L’inventario del territorio nazionale presente nel Catasto dei Terreni riguarda tutti i suoli agricoli, i fabbricati rurali al loro servizio, i terreni incolti, le strade pubbliche e le acque esenti da estimo.

Elaborazione dei rilievi per il Catasto dei Terreni
I rilievi topografici e gli interventi tecnici eseguiti per il Catasto dei Terreni sono eseguiti attraverso operazioni di triangolazione e poligonazione, delimitando ed evidenziando i confini delle varie proprietà. Il tutto viene trasposto in planimetria per costituire la mappa (detta particellare o catastale) delle particelle rilevate sul territorio, su diversi fogli (che insieme realizzano il quadro d’unione comunale), in scala 1:1000 per convenzione. Nella mappa sono indicati i numeri delle particelle e i riferimenti di strade e corsi d’acqua presenti sul territorio.
Le particelle sono dunque le unità base di rappresentazione di porzioni del terreno in uno stesso Comune e risultano caratterizzate da continuità (non sono interrotte, quindi, da strade, muri o fossati), appartenenza allo stesso possessore (per titolo di proprietà, usufrutto, enfiteusi), medesima qualità, classe di coltura, e destinazione.

Elaborazione estimativa ed economica nel Catasto dei Terreni
L’operazione di classamento nel Catasto dei Terreni prevede l’attribuzione a ciascuna particella delle seguenti caratteristiche:
– qualità della coltura (seminativo, seminativo irriguo, prato, prato irriguo, giardino, orto, vigneto, frutteto, arboreo ecc.), eseguita secondo il rilevamento dell’esistente sul territorio comunale
– classe di produttività, per dividere ciascuna qualità di coltura a seconda della produttività (la prima classe è la più produttiva)
– reddito imponibile, che si ottiene moltiplicando la tariffa d’estimo corrispondente a ciascuna qualità di coltura e classe per la superficie, in ettari, della particella (nel caso di aziende complesse, cioè costituite da più qualità e classi, si procede per successive approssimazioni).

Il rilevamento particellare, ossia l’individuazione delle singole particelle e l’intestazione dei terreni ai soggetti che ne risultano possessori, è effettuato dai periti governativi catastali con l’eventuale intervento dei possessori interessati, con lo scopo di stilare uno schedario possessori fisici o giuridici (ditte), in ordine alfabetico.

Gli atti catastali risultanti (come da R.D. n. 1572/1931) che si aggiungono alle mappe e allo schedario possessori, sono:
– la tavola censuaria delle particelle (registro in ordine progressivo dei numeri contenuti nel foglio mappa, riportanti qualità di coltura, classe, superficie, reddito dominicale e reddito agrario)
– le partite catastali, cioè l’elenco degli immobili appartenenti alla medesima ditta, raggruppati per ciascun Comune a formare il registro o schedario delle partite, anche c.d. partitario (artt. 4-7 del T.U. 8 ottobre 1931 n. 1572).

atti del Catasto Terreni

Atti del Catasto Terreni

Aggiornamento del Catasto dei Terreni
Le revisioni degli estimi sono eseguite periodicamente (attualmente le annate sono state: 1923, 1939, 1979, 1990). Tra due revisioni, i redditi imponibili sono aggiornati per mezzo di coefficienti stabiliti per legge.
Il Catasto dei Terreni necessita di essere aggiornato qualora subentrino variazioni oggettive, inerenti la destinazione, la consistenza fisica, il reddito dei terreni oppure soggettive, inerenti il titolo giuridico e il soggetto possessore.

Le operazioni che consentono la conservazione (l’aggiornamento) del Catasto dei Terreni sono: volture, annotamenti, frazionamenti, passaggio di terreni al Catasto Urbano per edificazione, denunce in merito a variazioni della qualità di coltura, riclassamento, istituzione di nuove classi e modalità o delle tariffe d’estimo (da parte del Ministero delle Finanze).
Le verifiche posso essere ordinarie o straordinarie. Le verifiche ordinarie si compiono nello stesso Comune ogni 5 anni. Previa istanza di richiesta, a titolo gratuito sono eseguite anche le variazioni nelle colture e di particolari topografici variati, con controlli e verifiche a campione. Le verifiche straordinarie sono effettuate a richiesta dell’interessato, previo pagamento di opportuni diritti e tributi.
La denuncia presso l’Agenzia delle Entrate in merito a variazioni della qualità di coltura è obbligatoria entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Per le mutazioni soggettive che avvengono nei titolari dei diritti per successione, usufrutto, compravendita ecc., si deve procedere a voltura entro 30 giorni dall’avvenuta registrazione degli atti o delle denunce all’Ufficio Registro.
Dal 1° giugno 2015 l’aggiornamento avviene tramite procedure informatiche. Nonostante la caratterizzazione telematica, è obbligatorio conservare i documenti originali cartacei che sono stati trasmessi compresi gli allegati, debitamente sottoscritti, per un periodo di cinque anni.

Il software PREGEO (PREtrattamento atti GEOmetrici) permette di comunicare al Catasto un insieme di funzioni di aggiornamento per mano di un professionista del settore catastale (geometra, architetto, agronomo, perito agrario ecc.) che possa apporre la propria firma digitale, abilitato presso l’Agenzia delle Entrate. Gli atti di possibile aggiornamento catastale sono:
– le dichiarazioni di variazione dello stato dei beni;
– gli atti di aggiornamento geometrico (come il frazionamento o il cambiamento del tipo particellare o tipo mappale a seguito di edificazione di cui all’art. 8 della L. 1° ottobre 1969, n. 679). In questo caso si richiede anche la rappresentazione grafica del nuovo stato di fatto su un estratto di mappa;
– le denunce di variazione di coltura delle particelle del Catasto Terreni;
– eventuali altri atti (ad esempio le dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione).

Per quanto riguarda gli atti traslativi di diritti reali immobiliari (volture), si utilizza il MUI (modello unico informatico) attraverso il software UniMod.

Il contenuto è tratto e rielaborato da “Immobili 2016”, la guida completa Ipsoa agli immobili, aggiornata alla più recente normativa. Scarica un estratto qui.

Leggi anche: Come funziona il riclassamento automatico dei terreni

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