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La riforma del catasto e’ ancora ferma

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La riforma del catasto, necessaria per aggiornare i valori catastali a fini fiscali e auspicata in un Consiglio dei Ministri circa 4 mesi fa, è ancora a un punto fermo. Lo afferma, in un’intervista a Labitalia, Bruno Razza, consigliere e responsabile di questioni catastali del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati.

Nel Cdm a cui si riferisce Razza, c’era stata una sorta di deliberazione in cui si annunciava la necessità della riforma per migliorarne la qualità in termini di fiscalità. “Ma poi – sostiene Razza – non se ne è fatto più nulla. Ovviamente è giusto procedere ad una riforma, a patto però che si faccia una completa inventariazione dell’edificato”, che si rende necessaria poiché “gli immobili non accatastati non hanno rendita e non producono fiscalità”, riferendosi ad esempio ai fabbricati rurali, a oggi non ancora accatastati. “La vera riforma – ribadisce Razza – è verificare sul luogo le consistenze reali, portando così la certezza dell’accatastamento. Tutto questo non si può fare con uno schiocco delle dita in poco tempo, sono cose che durano anni”.

Secondo il consigliere, la riforma va fatta gradualmente in diversi passaggi, partendo dallo step centrale, che è proprio la correttezza del dato dell’accatastamento. Per giungere a questo punto, “è necessario l’apporto professionale dei Geometri che vivono e lavorano sul territorio, conoscono i luoghi e le persone”. L’auspicio per i Geometri è ottenere “il contributo dal basso, da chi conosce le città e i piccoli centri ed è disposto anche a ‘fotografarli’, marciapiede per marciapiede”. È questa – conclude nell’intervista Razza – l’unica “chiave di successo della riforma del catasto, anche perchè da soli i Comuni non ce la fanno”.

V.R.

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