Riforma del catasto: Confedilizia boccia il testo del Comitato ristretto | Geometra.info

Riforma del catasto: Confedilizia boccia il testo del Comitato ristretto

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“Il testo messo a punto dal Comitato ristretto della Commissione Finanze della Camera nell’ambito della delega fiscale non risolve il vuoto di tutela del contribuente presente già nel testo originario”. Ad affermarlo è Confedilizia commentando il testo della riforma catastale elaborato dal Comitato presieduto da Daniele Capezzone, che la settimana scorsa ha completato l’esame del capitolo dedicato alla revisione del catasto degli immobili”.

“I ricorsi alla giustizia amministrativa e alla giustizia tributaria non sono una novità. Ma Tar e Consiglio di Stato giudicano solo in materia di vizi di legittimità e le Commissioni tributarie giudicano anche nel merito, ma per quanto attiene all’algoritmo giudicherebbero solo sulla sua applicazione alla consistenza catastale (fermo l’algoritmo stesso) al fine del calcolo della rendita. In sostanza l’algoritmo sarebbe impugnabile, sempre, solo per vizi di legittimità (e non per ciò che invece interessa, la congruità), salvo naturalmente l’eccesso di potere (difficilmente, per non dire solo eccezionalmente, ravvisato).

La richiesta di impugnabilità dell’algoritmo nel merito è in linea con il precetto costituzionale e i principi del “giusto processo” (art. 111 Costituzione) come da ultimo affermato anche dalla Cassazio-ne (ord. 6.5.2013, n. 10400). Quanto detto vale, naturalmente, per le categorie (A, B e C: abitazioni, uffici, negozi ecc.) a destinazione ordinaria e quindi non a stima diretta. Duplice sistema mantenuto (per quanto deciso finora dal Comitato ristretto) anche nel Catasto al-goritmico”.

“Il testo del Comitato ristretto contiene poi due previsioni in tema, rispettivamente, di Commissioni censuarie e di autotutela. Ma le prime – in cui sono presenti anche soggetti privati – funzionano, in pratica, solo per la “validazione” delle funzioni statistiche (come per gli studi di settore) e, in ogni caso, tutto ciò non può comunque essere fatto rientrare nella materia contenziosa. Per la seconda, vale la stessa osservazione dato che essa attiene all’Amministrazione che ha emesso il provvedimento (e che decide, pure, sulla “petizione” ad essa rivolta dal contribuente)”.

“Occorre, all’evidenza – conclude Confedilizia – trovare (e non è difficile) una via che salvaguardi il legittimo diritto del contribuente ad avere un rimedio giurisdizionale (terzo) nel merito e, nello stesso tempo, che scongiuri la possibilità di un eccesso di contenzioso e di un blocco del procedimento estimativo”.

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